Agricoltura: Nuova Pac, arriva la stangata, dal 2023 tagli sui titoli

Si dimezza il plafond di spesa per finanziare i pagamenti, e gli agricoltori subiranno un autentico salasso.
Agricoltura

Cattive notizie per gli agricoltori, perché è in arrivo una autentica stangata per quanto concerne i titoli Pac.

Su quella che sarà la Nuova Pac dal 2023 dopo che l’Italia ha inviato alla UE il Piano strategico per la Pac 2023-2027, c’è un futuro spettrale o quasi. Novità delle novità infatti è il taglio deciso dal nostro governo del plafond, cioè dell’ammontare dei soldi destinati al pagamento base. Ma di cosa si tratta e cosa devono aspettarsi gli agricoltori?

Nuova Pac 2023-2027, occhio ai tagli

E così il pagamento base si dimezza o quasi per i titoli Pac dal 2023. Sarebbe questo ciò che accadrà a seguito della riduzione della spesa ipotizzata per il pagamento dei “premi” agli agricoltori con la nuova campagna quinquennale. Si passa dall’85,08% al 48%. Quasi la metà quindi e pertanto, i titoli degli agricoltori verranno ridotti proprio della metà o quasi. In pratica si percepirà la metà di quanto invece si è percepito nel 2022.

E proprio sui titoli e sul premio Pac, e gli agricoltori lo sanno bene, che si basa gran parte della salute economica di tante aziende e di un intero settore che in Italia dovrebbe essere importante, trainante, ma che evidentemente non trova risposte nelle decisioni delle istituzioni.

Cosa cambia per i titoli

Oltre al taglio di cui parlavamo prima, bisogna fare i conti con un taglio del 3% sui pagamenti diretti che finanzieranno il fondo contro le calamità naturali come la siccità o le alluvioni. Anche se dimezzati, per i titoli qualcosa di buono accadrà, anche se solo per i titoli di importo basso. Una specie di salvaguardia infatti, porterà i titoli di valore basso ad avvicinarsi a quelli più alti, o meglio alla media dei titoli calcolata sul loro valore storico a 360 gradi.

Con una risalita costante fino al 2026,i titoli più bassi dal 2023 saliranno del 5% e poi del 6%, 7% ed 8% rispettivamente per gli anni 2024, 2025 e 2026. Verrà imposto poi il tetto massimo di 2.000 euro ai titoli e questo a far data dal primo gennaio 2023.

Risorse differenziate, quali categorie ne beneficeranno?

Il nuovo piano prevede anche maggiori risorse per l’agricoltura green e biologica quindi. Sono destinati a questo capitolato ben 90 milioni proprio a sostegno della agricoltura biologica. Uno sguardo ai giovani non poteva mancare, con 36miliardi di dotazioni per agevolare i giovani che vogliono avvicinarsi al settore.

Dal punto di vista delle colture, le patate diventa centrali, con 6 milioni di euro destinati a questa tipologia di coltura. Un nuovo premio è in arrivo, perché nasce il “primi ettari”. È un nuovo benefit che viene assegnato alle aziende fino a 50 ettari di volume e sui primi 14 ettari.  Si tratta di un premio di 81,70 euro ad ettaro per i primi 14 ettari di una azienda.

E per gli allevatori il nuovo piano prevede 66 euro per unità di bestiame adulto (UBA) se trattasi di bovini da latte. Per i bovini da carne sempre ad UBA, 54 euro. E poi, 66 euro per i bufalini, 24 euro per i vitelli o per i suini, 60 euro per i caprini e gli ovini. Se si aderisce al sistema di certificazione, salgono  i premi con 240 euro per i bovini da latte, da carne, 300 euro per UBA per i suini.

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