Badanti e colf: ecco cosa non sono obbligate a fare al lavoro e perché

La badante o la collaboratrice domestica sono diventati fondamentali per le famiglie, ma non devono fare più di quello che prevede il CCNL.
badanti

La badante è diventata una attività lavorativa come qualsiasi altra. Tutelata da un contratto collettivo, con regole precise e con normative su assunzione e continuità nell’attività lavorativa altrettanto precise. Lo stesso vale per la colf, perché insieme alla badante sono le due principali attività di lavoro domestico diffuse oggi. Il lavoro domestico è particolare, dal momento che in genere c’è convivenza tra lavoratore e datore di lavoro. Inoltre le mansioni che svolge una badante in una casa sono davvero tante e vanno dalla cura dell’anziano o del disabile per cui sono assunte, alla cura della casa, dei pasti e perfino dei bambini. In pratica, si assume una badante per un determinato ruolo e questa diventa, forse erroneamente, una specie di tuttofare. Ma fin dove si può “sfruttare” il lavoro di una badante?

Cosa non sono obbligate a fare le badanti durante le ore di lavoro

La badante non rappresenta per il datore di lavoro una fonte di guadagno perché questa lavoratrice non svolge un lavoro che produce un qualcosa che il datore di lavoro può utilizzare per il suo lucro. In pratica il lavoro della badante è pagato per il servizio che lei offre e non per la produzione di un bene (ma anche di un servizio) che il datore di lavoro può vendere guadagnandoci sopra. “Fornitura di servizi utili al mantenimento di persone e cose” questa la definizione di badante (ma anche della colf) secondo il Ministero del Lavoro.

Ecco cosa il datore di lavoro non può chiedere alla badante

A prescindere dal lucro o meno del datore di lavoro, la badante non può essere “prestata” a terzi, per qualsiasi lavoro che questi terzi possono richiedere. Quindi, nemmeno per lavori diversi da quelli che in genere svolgono le badanti. Per esempio, andare a casa di amici e pretendere che la badante assunta da chi è ospite, presti servizio, anche per una sola sera a casa degli amici. E non si può chiedere alla badante di dare una mano al vicino di casa per un trasloco piuttosto che per lavori nei campi o per pulire casa del conoscente.

Occhio agli orari di lavoro

Chiedere alla badante ogni giorno, di effettuare più ore di lavoro di quelle concordate non è ammesso. Qualche volta però si, e le ore di straordinario vanno pagate. Senza addentrarci nel campo del lavoro straordinario, va detto che una badante deve lavorare per le ore previste dal contratto sottoscritto. Che naturalmente è redatto in base alle direttive del CCNL di categoria. In linea generale una lavoratrice che vive con il datore di lavoro, non può lavorare più di 10 ore al giorno.

Riposi, permessi ed altre regole per la badante

Massimo quindi 54 ore settimanali di servizio, con le famose 11 ore di riposo consecutive garantite al giorno. Da garantire pure la pausa pomeridiana nel caso la giornata di lavoro vada dal mattino alla sera. Stessa cosa per i riposi settimanali di 24 ore la domenica e di 12 ore il sabato (o in un altro giorno anche diverso dal sabato). Per la lavoratrice che non è convivente col datore di lavoro, massimo 40 ore a settimana di lavoro, cioè non più di 8 ore al giorno.

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