Badante e vaccino: clausola nel contratto, chi non lo fa perde il posto?

Il vaccino, vera gioia e dolori di questi tempi con la pandemia ancora incorso e con la novità del Green Pass. Anche nel settore domestico i problemi sono tanti, perché c’è chi non ne vuole sapere di vaccinarsi.
vaccino

Sui vaccini si è detto tutto e il contrario di tutto, e forse questo è quello che ha generato confusione ed ha portato molta gente, non necessariamente “No Vax” a non fidarsi.

Infatti non è detto che chi non vuole farsi vaccinare contro il Covid, sia un soggetto contrario ai vaccini. È vero, tutti i vaccini hanno controindicazioni, ma la stragrande maggioranza di questi vengono da anni ed anni di test e prove di laboratorio, compresi quelli che si fanno sui bambini piccoli.

Questi vaccini per il Covid (usare il plurale è necessario visto che parliamo almeno di una decina di vaccini autorizzati dai governi di mezzo mondo ormai da mesi), fanno discutere, a maggior ragione adesso che c’è da fare i conti con il Green Pass. La carta verde che permetterà di fare determinate attività che sono di fatto vietate a chi non lo ha, può essere ottenuto con il vaccino, con il tampone e con la guarigione dal Covid. Ma è con il vaccino che la sua durata è maggiore (9 mesi).

Ed in ogni spaccato della società, in ogni settore lavorativo, ci sono i contrari alla vaccinazione. Ma giorno dopo giorno emergono elementi che fanno propendere verso una imminente obbligatorietà della vaccinazione, magari non imposta dalla Stato che non può perché si tratta di un vaccino non completamente testato, ma imposta da datori di lavoro che non accetteranno lavoratori privi di Green Pass. Ed il settore domestico non fa eccezione, anche perché si tratta di un settore lavorativo dove, specialmente per le badanti, si presta assistenza a soggetti fragili (anziani e disabili) che le statistiche indicano come i più esposti ai rischi maggiori del Covid.

Badante non vuole vaccinarsi, cosa fare?

La badante presta assistenza in 9 casi su 10 ad anziani non autosufficienti del tutto per via di patologie pregresse. E si tratta proprio delle persone considerate fragili di fronte al virus. Per questo probabilmente, alla stregua del personale sanitario, quello di assistenza degli anziani è quello più delicato da trattare se si parla di Covid e vaccino.

Stando alle sollecitazioni del mondo scientifico che indica il vaccino come unica salvezza dal Covid elencandone i vantaggi (ma tralasciando effetti collaterali e svantaggi, oltre a non chiarire effettivamente perché è così necessario non essendoci ancora prove tangibili di questa bontà), la badante dovrebbe per forza di cose essere vaccinata. Questo perché ha a che fare con delle persone che sono più a rischio e con cui spesso la badante oltre a lavorare, convive.

Il settore dell’assistenza è stato lasciato indietro

C’è chi considera il settore dell’assistenza e quindi il settore dove operano le badanti, alla stregua dei lavoratori impiegati nella sanità e nelle residenze sanitarie per anziani.

AL momento la vaccinazione di colf e badanti non è stata nemmeno presa in considerazione e forse colpevolmente. Solo il sottosegretario al Ministero della Salute, Andrea Costa pochi giorni fa ha alzato il velo a questa carenza.

Ma c’è chi, nel frattempo che le istituzioni prendano in considerazione questo spaccato del mondo dell’assistenza agli anziani, suggerisce soluzioni contrattuali diverse.

Da Assindatcolf per esempio si suggerisce di mettere correttivi al contratto di lavoro che in genere si sottoscrive tra datore di lavoro e badante.

Come suggerisce Teresa Benvenuto, segretario nazionale Assindatcolf nel suo blog, “l’idea è quella di inserire nei nuovi contratti di assunzione, una specifica clausola che punti ad attestare la volontà dell’assistente familiare, colf, badante o baby sitter, a vaccinarsi o a garantire il possesso di un green pass valido. E lo stesso può essere fatto modificando i contratti di lavoro già in essere”.

In altri termini si deve inserire la clausola che obbliga la badante a vaccinarsi o a garantire il possesso del Green Pass. In assenza di accettazione si può procedere all’interruzione del rapporto di lavoro, sempre nel termine di preavviso previsto in base all’anzianità di servizio della lavoratrice.

Infatti nel settore domestico i licenziamenti non hanno particolari vincoli, nel senso che, escludendo il preavviso obbligatorio da dare, il datore di lavoro può in qualsiasi momento licenziare la badante per i motivi più vari.

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