Badanti, colf e stranieri: è allarme vaccino, molti non possono farlo

Un problema serio riguarda i lavoratori stranieri a cui manca la tessera sanitaria che di fatto permette di accedere al vaccino.
vaccino

Dovrebbero subito correre ai ripari le istituzioni perché ciò di cui parliamo oggi ha davvero del clamoroso perché riguarda i vaccini e la possibilità che ci siano lavoratori di serie A e lavoratori di serie B a cui l’accesso alla vaccinazione anti Covid oggi di fatto è preclusa.

Parliamo delle badanti e delle colf, ma anche dei giardinieri, dei maggiordomi e di lavoratori del settore domestico, spessissimo stranieri e spesso extracomunitari.

Le ferree linee guida sanitarie per la vaccinazione anti Covid prevedono che le prenotazioni vengano effettuate per il tramite della tessera sanitaria. Ma chi ne è sprovvisto come fa? È questo il caso di un numero enorme di lavoratori stranieri presenti in Italia.

Niente codice fiscale e tessera sanitaria? Niente vaccino

“È allarme badanti straniere senza vaccino”, così titola il Tempo in un eloquente articolo che porta in auge un problema per queste lavoratrici che riguarda la tessera sanitaria.

Eppure le badanti soprattutto, dovrebbero essere in testa alla lista di persone da vaccinare, non fosse altro per la loro vicinanza e per lo stretto contatto che hanno con le persone a cui prestano assistenza, il più delle volte anziani, invalidi e non autosufficienti in genere, cioè i fragili.

Molte badanti ancora oggi non riescono a prenotarsi per le vaccinazioni. Il motivo alla base di questa difficoltà è che si trovano privi di tessera sanitaria. Ed il possesso della tessera sanitaria è assolutamente fondamentale per poter accedere alle prenotazioni. Lo sanno bene i cittadini italiani che hanno provveduto a vaccinarsi o che si accingono a farlo.

Le prenotazioni in alcune Regioni prevedono che oltre ad indicare il proprio codice fiscale, vada indicato anche il codice Team, che sarebbe quel codice alfanumerico che si trova nel lato posteriore della tessera sanitaria.

Per questo, in assenza della tessera sanitaria è pressoché impossibile prenotarsi per il vaccino.

Non funziona nemmeno la soluzione del tesserino STP

Con l’acronimo di STP si intende il tesserino che viene rilasciato ai cittadini stranieri, appunto  “Stranieri temporaneamente presenti” . Questa è l’alternativa rapida alla tessera sanitaria che permette per esempio di avere accesso ad alcune (e solo ad alcune) prestazioni sanitarie, per lo più salvavita, essenziali  e urgenti.

Il vaccino ricadrebbe in una di queste caratteristiche di assoluta essenzialità. Per questo, l’STP, come anche l’INMP (Istituto Nazionale Migrazioni e Povertà) spiega, dovrebbe garantire l’accesso alla vaccinazione. Ma usiamo l’ipotetico perché tranne l’Emilia Romagna, in nessun altro posto questo tesserino è sufficiente per vaccinarsi.

Il tesserino per Stranieri Temporanei in Italia è appannaggio sostanzialmente di immigrati irregolari con più di tre mesi di presenza in Italia o da chi ha asilo. In pratica tutti coloro che aspettano di essere regolarizzati, badanti compresi. Ma come detto non basta, perché occorre per forza il proprio codice fiscale e le ultime 13 cifre del codice alfanumerico dietro la tessera sanitaria.

Una situazione alquanto pericolosa, che allontana l’immunità di gregge ma che presenta discriminazioni per questi lavoratori, che per esempio non possono avere il green pass.

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