Badanti e colf: anche per loro Green Pass obbligatorio, ma ci sono dubbi per questo settore

Approvato il decreto sul Green Pass, tutti i lavoratori, a prescindere dal settore dovranno adeguarsi per restare in servizio, anche le badanti e le colf
badanti

Badanti e colf dovranno avere il Green Pass per lavorare, alla stregua dei lavoratori del pubblico impiego e degli altri lavoratori del settore privato. Nessuno escluso quindi dal Super Green Pass, come è stato immediatamente ribattezzato il provvedimento che impedisce di fatto a qualsiasi lavoratore di restare in servizio senza certificato verde.

Si parte il 15 ottobre, sempre che non si decida di scaglionare l’avvio di queste regole, settimana dopo settimana con i prossimi provvedimenti.

Green Pass anche per colf e badanti quindi. E senza Green Pass multe salate anche per il lavoratore se non si adegua, oltre che per il datore di lavoro. Quest’ultimo invece può sospendere il dipendente, lasciandolo senza stipendio.

Nel settore domestico però le regole sono differenti per natura rispetto alla stragrande maggioranza degli altri settori. Ed è qui che molti criticano il governo sulla scarsa attitudine che ha nel calarsi nelle singole realtà di settore, oggettivamente differenti le une dalle altre.

Provvedimenti troppo generici ed estesi a macchia d’olio sono scarsamente produttivi come effetti e la dimostrazione nel settore domestico è lampante.

Badante con il Green Pass, perché è difficile restare in linea con ciò che il decreto ha previsto

Parlando del Super Green Pass è emerso che ieri nel decreto, oltre alla sua obbligatorietà, viene prevista la tutela del posto di lavoro per chi ne è privo. In altri termini, il lavoratore che non ha il Green Pass può essere multato se trovato al lavoro dagli organi di controllo.

Questo vale pure per il settore domestico. Sono previste sanzioni tra i 600 e 1.500 euro per chi aggira i controlli e viene sorpreso all’interno del luogo di lavoro senza certificazione verde. Allo stesso tempo, sanzioni tra i 400 e i 1.000 euro per i datori di lavoro che consapevolmente consentono a chi è sprovvisto di Green Pass di lavorare.

Alla luce di tutto ciò, il datore di lavoro può sospendere il lavoratore che non ha il Green Pass. Sospensione senza stipendio, e già dal primo giorno di assenza che risulta ingiustificata.

Ma il decreto prevede anche la conservazione del posto di lavoro per il dipendente che non adempie all’obbligo di Green Pass. In pratica, divieto di licenziare il lavoratore. Una cosa fattibile in fabbrica, in una impresa edile, in un ristorante e così via. Ben più difficile in una famiglie e per badanti o colf.

Cosa deve fare la badante

Alla badante piuttosto che alla colf quindi, non resterebbe altra via che munirsi di Green Pass. Per i guariti dal Covid, ma piuttosto recenti, il problema non c’è, visto che la certificazione verde spetta di diritto per il periodo di tempo previsto dalla normativa.

In alternativa, il vaccino è la soluzione più duratura ed è anche quella su cui spinge il governo. Infatti la seconda strada, quella del tampone, da effettuarsi ogni due giorni, sarebbe a pagamento e a carico della lavoratrice.

Quale badante oggi accetterebbe di spendere 15 euro a tampone ogni 48 ore pur di lavorare? Senza Green Pass dunque, sospensione dal lavoro e senza stipendio. Ma nel settore domestico il datore di lavoro può licenziare la lavoratrice senza particolari adempimenti. Basta dare il preavviso stabilito per legge in base all’anzianità di servizio.

Non ci sono motivazioni da dare, non ci sono vincoli ad assumere un’altra badante in sostituzione delle precedente se si licenzia la prima. Soprattutto per la badante, il suo ruolo è fondamentale e difficilmente con una sospensione si può andare avanti.

L’anziano a cui presta assistenza, ha la necessità di avere una badante a fianco. Che sia una o l’altra poco importa. Nel settore, a prescindere dalla regola stabilita dal decreto del Super Green Pass, della salvaguardia del posto di lavoro,  la famiglia con assoluta facilità potrebbe, licenziare la badante senza Green Pass per assumerne un’altra che ha adempiuto all’obbligo.

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