Badanti finalmente in ferie, ma il rientro è rebus

Lo scorso anno molte badanti hanno saltato i rientri a casa e molte sono state bloccate in patria, e adesso?
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Lo scorso anno molte badanti hanno saltato i rientri a casa e molte sono state bloccate in patria, e adesso?

La pandemia non da tregua, e si torna a limitazioni e misure di contenimento. Stavolta sono Green pass e vaccini a farla da padrone così come lo scorso anno erano quarantena, lockdown e coprifuoco a farla da padrone. È tempo di vacanze che per decine di migliaia di badanti e colf straniere significa ritorno a casa, nel loro Paese di provenienza. Una cosa scontata questa, tranne che in pandemia. Infatti, lo scorso anno non furono poche le lavoratrici che ebbero problemi. E quest’anno cosa di prevede?


Badanti e colf, tra partenze e rientri

Sono molte le badanti e le colf che lo scorso anno ebbero non pochi problemi di questi tempi. Molte rinunciarono alle ferie, o meglio, ai rientri. C’era da fare quarantena all’arrivo a casa e al ritorno in Italia, c’erano i tamponi e così via. Molte non riuscirono a partire. Molte invece furono bloccate a casa quando erano in procinto di tornare. La pandemia non fece sconti. E non lo fa nemmeno quest’anno a tal punto che si parla di rebus rientri. 


Badanti, vaccini e controlli

Le difficoltà della campagna vaccinale, il Green pass e i controlli. C’è di tutto a preoccupare le badanti. Adesso stanno partendo per i ritorni in Patria. E chi è senza vaccino corre a prenotare tamponi. Infatti l’alternativa al vaccino, per avere il Green pass è un tampone negativo almeno 48 ore prima della partenza. Molte pensano di vaccinarsi in Patria, molte temono per il ritorno in Italia, preoccupate che qualcosa vada storto e che alla fine si possa perdere il lavoro. 

Sul quotidiano “La Nazione”, alcune testimonianze la dicono lunga sulle preoccupazioni. “Contavo di vaccinarimi a casa in Romania, non avevo ancora deciso qui, ma adesso rischio di non poter partire, e soprattutto temo che ci siano problemi al rientro”, questo il pensiero di una badante rumena che probabilmente è il pensiero comune a tante altre colleghe. 
L’anno scorso, c’erano più difficoltà negli spostamenti. E poi c’era l’inevitabile paura di perdere il posto di lavoro. E molte rimasero in Italia. Molte famiglie infatti, avevano paura a fare rientrare in casa le badanti, dopo un viaggio all’estero. Soprattutto le badanti che curano i cosiddetti fragili di fronte al virus. 

“Per questo ho preferito tenermi il lavoro. Ma ora non vedo la mia famiglia da due anni. Certo, oltre alle spese del viaggio, ci sarà da mettere in conto anche il doppio tampone”, questo un altro commento di un’altra lavoratrice. 

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