Badanti e Green pass: obbligo anche a nipoti e figli dell’anziano in visita?

L’utilizzo assurdo dell’obbligatorietà del Green pass in ogni luogo di lavoro, e se lo è anche la casa dove vivono anziano e badante che succede?
badante

Il Green pass è un casino in ogni posto di lavoro, a prescindere dal settore dove si svolgono queste attività lavorative. E lo è a maggior ragione nel settore domestico, dove le particolarità sono sempre tante. Una cosa che Palazzo Chigi ieri ha chiarito è che il Green pass per le badanti è assolutamente obbligatorio.

Senza Green pass per la badante niente stipendio, niente maturazione di ferie e altri benefit e perfino, l’allontanamento da casa. Si, anche se c’è la residenza anagrafica in quella casa, la badante deve essere allontanata dalle mura domestiche.

Ma la casa è il vero nocciolo della questione. Nel settore domestico la casa è tutto. È il luogo di residenza dell’anziano, è il luogo di residenza della badante, è il luogo dove si svolge il rapporto di lavoro tra badante e anziano. In pratica, la casa è equiparata ad una fabbrica, ad una bottega, ad un negozio. Almeno questo ciò che si evince dall’estensione forzosa e forse esagerata di questo obbligo del Green pass in ogni dove quando si parla di lavoro.

Ed è sulla casa che emergono perplessità assolute sull’operato del governo. Un governo che forse, nella smania di allargare a tutti i lavoratori l’obbligo del vaccini, celato dalla certificazione verde, non ha considerato che ci sono lavori e lavori.

La casa dove la badante lavora è la sede del lavoro stesso, e allora con Green pass cosa accade?

Povere badanti, costrette a mettersi in regola con il Green Pass, costrette quasi a vaccinarsi per averlo, dal momento che se si opta per i tamponi, farli ogni 48 ore significa spendere la metà dello stipendio quando va bene (molte badanti non arrivano a prendere nemmeno 800 euro al mese).

Stando così le cose, appare evidente che per le badanti più che di obbligo di Green pass si deve parlare di obbligo vaccinale. Il governo nelle sue risposte ai quesiti ha detto che su tutto prevale la sicurezza del luogo di lavoro e la sicurezza dell’anziano a cui la badante presta assistenza. Quindi, la badante deve essere allontanata dall’alloggio, e dal momento che vitto e alloggio sono voci collegate alla retribuzione, devono essere sospese insieme allo stipendio.

Ma siamo sicuri che sia davvero nell’interesse dell’anziano spingere la badante a vaccinarsi ed a presentarsi senza tampone negativo? Non è forse vero che ci sono notizie da mezzo Mondo che mettono in luce il fattoi che soggetti di una certa età rischiano di essere contagiati nonostante il vaccino fatto e che una persona vaccinata può contrarre il virus e può passarlo ad altri?

Siamo sicuri che la badante vaccinata sia sicura nel posto di lavoro? L’altro giorno si è avuta notizia della morte di Colin Powell, ex segretario di Stato negli USA, e la famiglia ha dichiarato pubblicamente che aveva completato il ciclo vaccinale. E Powell è morto per complicanze da Covid a 84 anni.

Con il Green pass anche chiunque entra in casa

Stando all’assurdità di questo obbligo per le badanti e per la casa dove la badante svolge il lavoro, adeso emergono nuovi dubbi. Spesso il datore di lavoro della badante non è l’anziano, ma un parente di quest’ultimo. Magari una figlia o un figlio. Una scelta questa, di diventare datori di lavoro della badante del papà, che negli ultimi anni è salita numericamente. Infatti per sfruttare i benefici fiscali che il governo ha dato, per scaricare parte dei costi che il papà sostiene per la badante sui redditi, non sono pochi i figli che diventano datori di lavoro della badante.

In pratica, co i soldi dell’anziano paghiamo la badante, e sfruttiamo le detrazioni fiscali come se la badante la pagassimo noi di tasca nostra. Ma adesso viene il bello. Se la casa dove vive l’anziano con la sua badante, è anche il posto di lavoro, e sulla bilancia sul Green pass il governo ha dimostrato di dare più importanza al fatto che sia posto di lavoro e non residenza della badante, che succede se arrivano figli e nipoti a trovare il nonno?

In teoria, essendo predominante il posto di lavoro, figli e nipoti dovrebbero essere muniti di Green pass. Per forza oseremmo dire, perché stanno accedendo in un luogo di lavoro, tanto è vero che per stare lì la badante deve essere munita di Green pass. E questo vale per chiunque entri in quella casa e in quel posto di lavoro, anche il vicino di casa in visita di piacere.

Se in ogni posto di lavoro è obbligatorio mostrare il Green pass anche per chi vi accede, lo deve essere anche in una casa dove la badante lavora o no? E se nelle ore libere della badante un familiare dell’anziano, magari la figlia, sostituisce la badante, deve essere anche lei munita di Green pass, soprattutto se ha scelto di diventare titolare del ruolo di datore di lavoro per motivi fiscali.

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