Badanti senza Green pass perde ferie, tredicesima e contributi

badanti e Green pass, si rischiano ferie, tredicesima e contributi.
green pass

Non essere accettati al lavoro perché senza Green pass va ben oltre il mancato pagamento dello stipendio. Per qualsiasi lavoratore, e quindi pure per le badanti, restare a casa perché senza vaccino, con vaccino non riconosciuto (tipo Sputnik per esempio) o senza tampone negativo nelle ultime 48 ore, incide in negativo su diversi diritti.

Parliamo di ferie, tredicesime e contributi previdenziali.

Badante senza Green pass, cosa rischia?

Nel settore domestico le regole applicate sono più o meno le stesse degli altri settori. Sui licenziamenti però, il datore di lavoro ha più facilità di “cacciare” il lavoratore. Non vi sono spiegazioni da dare se si vuole interrompere il rapporto di lavoro con la propria dipendente.

In materia di Green pass il decreto del governo però è stato chiaro. Nessun lavoratore può essere licenziato per il semplice fatto di essere privo del Green pass.

Non è certo una cosa lontana dalla realtà immaginare che sarebbero molteplici le cause davanti ai tribunali del lavoro se in questa fase, molte badanti senza Green pass venissero messe alla porta dai datori di lavoro.

Una badante licenziata adesso, avrebbe gioco facile ad asserire che sia stata la mancanza di Green pass a farle perdere il posto di lavoro, con risvolti giudiziari tutti da scoprire.

Badante senza certificazione verde, senza stipendio ma non solo

Lasciando da parte il fatto che una badante per assurdo dovrebbe stare a casa senza stipendio perché senza Green pass, con la casa che coincide con il posto di lavoro (ed è una assurdità colossale di un decreto che fa acqua evidentemente da tutte le parti), la lavoratrice rischia di perdere numerosi diritti oltre allo stipendio.

Come si sa le ferie, il Tfr, la tredicesima, sono istituti che maturano in base ai giorni lavorati. Quelli relativi alle assenze senza Green pass, sono giornate calcolate come assenze ingiustificate. Tradotto in termini pratici, oltre a non prendere nulla di stipendio, la badante assente perché priva del Green pass, non matura in questi giorni niente di tutto ciò.

I 26 giorni di ferie all’anno, maturano solo lavorando tutti e 12 i mesi (compresi i riposi naturalmente). Un mese di assenza per mancato Green pass fa perdere quindi oltre due giorni di ferie. E lo stesso vale per il Tfr piuttosto che per la tredicesima. Senza addentrarci troppo in tecnicismi sul calcolo di tredicesima e liquidazione, anche la badante mette da parte un mese di stipendio all’anno per la tredicesima e per il Tfr (più o meno è così). Ed ogni giorno di assenza, o meglio,  ogni mese di assenza, fa perdere un dodicesimo di tredicesima e di trattamento di fine rapporto.

Pure i contributi previdenziali a rischio

Senza considerare che le assenti ingiustificate non hanno diritto alla copertura contributiva. Il datore di lavoro non verserà infatti i contributi previdenziali per le giornate di assenza. E questo avrà impatto sul montante dei contributi quando la lavoratrice andrà in pensione, perché potrebbe causare una minore pensione erogata o addirittura la perdita del diritto nel caso in cui le assenze ingiustificate prive di contribuzione fossero decisive per far rientrare in una determinata misura la badante.

Senza considerare poi gli effetti del tutto simili a quelli sulle pensioni, che una badante potrebbe subire in materia di Naspi. Al termine del rapporto di lavoro una badante che avrebbe diritto a 3 mesi di disoccupazione perché assunta da 6 mesi, se ha un mese di assenza ingiustificata per il Green pass, chiuderà il periodo di indennizzo a 2 mesi e mezzo e non 3.

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