Bar e ristoranti: altre perdite, stop clienti senza vaccino

ristoranti e bar con Super Green Pass

E iniziano già ad arrivare segnalazioni di disdette per vacanze di Natale o di cene e cenoni. Sono i ristoratori, insieme a bar, pub e locali ricettivi, i più penalizzati dalle nuove regole del Super Green Pass. Cosa rischia di nuovo il settore.

Nei bar o nei ristoranti solo con vaccino

Al lavoro si potrà andare ancora con il tampone in farmacia o con quello molecolare. E pure a teatro, cinema e palestra. Sono solo esempi di luoghi non intaccati dalle nuove disposizioni in materia anti Covid.

Nei ristoranti o in un bar, stop a clienti con tampone. Servirà il Super Green Pass, cioè quello post vaccino o quello da guarigione.

E le ricadute sugli incassi di queste attività ne risentiranno. Ok, rispetto ai coprifuoco e alle chiusure dello scorso anno il fatto che si possano ricevere clienti vaccinati è positivo.

Ma una grande fetta di popolazione non ha il vaccino e questo sono clienti che di perdono.

Inevitabile che si perdano, e con loro anche eventualmente qualche vaccinato. Per questo le disdette fioccano e scarseggiano le prenotazioni.

E se alla fine prenotiamo per capodanno con un figlio di 10 anni e il governo decide di Apple care il Green Pass anche a lui prima del cenone?

Oppure, siamo 5 amici che l’8 dicembre volevamo andare al ristorante come ogni anno. Ma uno di noi non è vaccinato. Serata al ristorante che salta, per non fare un torto a nessuno.

Sono esempi della ennesima condizione penalizzante in cui sono stati messi i ristoratori e i baristi.

La storia si ripete, ristorante, pizzeria e bar all’angolo

Per un papà non vaccinato, portare il figlio in pizzeria dal 6 dicembre diventa impossibile. Non basterà più il tampone.

Ed il solito caffè del mattino al bar col collega di lavoro sarà vietato al non vaccinato.

Ma chi rischia di rimetterci sono gli esercenti. Che perderanno i clienti non vaccinati e per effetto traino anche alcuni vaccinati. Si cambieranno le abitudini, il mattino il caffè lo si prenderà ai distributori automatici, con lo stesso collega di sempre. Ed dalla cena al ristorante si passerà alla cenetta a casa, tutto a discapito degli esercizi pubblici.

Dopo il lockdown e la chiusura totale, dopo il coprifuoco, dopo il “solo asporto”, altra doccia gelata.

E nel frattempo spese aumentate, prima per comprare sanificanti, disinfestante, pannelli in plexiglass, divisori e tabelloni.

Poi, adeguamenti dei locali, spazi all’aperto. Soldi spesi e promesse che tutto era finito. Che bastava la maggioranza della popolazione vaccinata.

Ma non basta. Serve che tutta la popolazione su vaccino. E all’orizzonte, sempre più “illegali”, perché molti diranno no alla terza dose i al vaccino per i più piccoli o i ragazzi. O ancora peggio, nuove chiusure totali per la nuova variante sudafricana.

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