Bar, ristoranti e Partite Iva, aiuti in arrivo, le cifre e il calcolo

Ancora contributi a fondo perduto sul calo di fatturato per le Partite Iva.
aiuti alle imprese

Anche il 60% della differenza di fatturato o corrispettivi, questa è la base su cui verranno impostati i nuovi aiuti del decreto Sostegno del governo Draghi per le attività colpite dalla crisi. Aiuti che da agenda, dovrebbero arrivare entro fine aprile, anche se non appena sarà ufficializzato il tutto, dovrebbero essere concessi 60 giorni per le domande, spostando le erogazioni oltre la data ipotizzata. 

Decreto Sostegno e Partite Iva, il punto della situazione

Dopo settimane di limatura e di ritocchi, oggi il decreto Sostegno dovrebbe essere licenziato dal Consiglio dei Ministri. Tra i provvedimenti più attesi quello relativo ai nuovi aiuti per le Partite Iva. Bar, ristoranti, cinema, palestre e tutte le altre attività vessate dalla crisi che si è scatenata per via del Covid, attendono con ansia il nuovo decreto perché ci sarà una nuova tornata di aiuti. 

Rispetto ai precedenti provvedimenti questi aiuti saranno più cospicui. Aumentano le percentuali su cui calcolare il contributo spettante a ciascuna attività. E viene preparato un meccanismo per fascia, con la percentuale che cala con il salire del fatturato di queste attività. 

Le 5 fasce e il ristoro garantito

Aiuti commisurati innanzi tutto sul calo di fatturato che deve essere non inferiore al 33%. E poi, la percentuale di indennità sulle perdite è commisurata al reddito prodotto da queste attività.

Nello specifico si tratta di un rimborso a fondo perduto che seguirà le seguenti metodologie:

  • Il 60% del calo di fatturato registrato per attività con fatturato fino a 100mila euro;
  • Il 50% del calo di fatturato registrato per attività con fatturato fino a 400mila euro;
  • il 40% del calo di fatturato registrato per attività con fatturato fino a un milione di euro;
  • il 30% del calo di fatturato registrato per attività con fatturato fino a 5 milioni di euro;
  • il 20% del calo di fatturato registrato per attività con fatturato fino a 10 milioni di euro.

È da sottolineare che quando si parla di fatturato e di relativo calo ci si riferisce alla differenza tra l’anno 2019, ultimo anno senza pandemia ed anno 2020.

Come funziona il calcolo da fare per capire i soldi che arriveranno

La differenza di fatturato va rapportata al mese e non all’anno. Per esempio, una attività che nel 2019 ha fatturato per 50.000 euro mentre nel 2020, tra chiusure e riaperture, tra lockdown e attività a orario ridotto ha fatturato solo 10.000 euro, potrà beneficiare dell’aiuto dal momento che le perdite superano il 33%. Inoltre rientrando nella fascia di fatturato fino a 100mila euro ha diritto al 60% della differenza di fatturato.

Questa va calcolata per mese di attività. L’operazione è semplice perché la differenza tra i 50mila euro del 2019 e i 10mila del 2020 fa 40mila euro, ovvero, una perdita mensile di 3.333 euro. Il 60% di 3.333 euro sarà la cifra che l’attività otterrà, cioè 1999,80 euro.

Allo stesso modo, una attività che ha avuto un fatturato da 800.000 euro nel 2019 e nel 2020 per tutte le motivazioni prima citate, ne ha avuto uno da 100.000 euro, rientrando nella terza fascia (quella con fatturato fino ad un milione di euro), ha diritto al 40% di indennizzo sulla differenza. In pratica, dal momento che la perdita mensile è pari a 58.333 euro, il ristoro delle perdite sarà pari a 23.333 euro.

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