Bimbo diventa invalido al 100% dopo 2 vaccini, la storica sentenza

Storica sentenza che chiede risarcimento danni di 20mila euro l'anno per tutta la vita per un bambino che diventa invalido al 100% dopo la somministrazione di 2 vaccini.

vaccino

Si tratta di una sentenza storica che assegna un risarcimento danni di 20mila euro per tutta la vita ad un bambino che rimane invalido al 100% dopo 2 vaccini.

Il triunale nella sentenza riconosce le responsabilità del Ministero della Salute e dell’AIFA per elevate probabilità di correlazioni.

Bimbo invalido dopo 2 vaccini

Il tribunale ha accertato la correlazione tra le due vaccinazioni cui il bambini è stato sottoposto e l’insorgenza della grave disabilità stanziando al piccolo, di soli 7 anni, un indennizzo di 20 euro l’anno  per tutta la vita. E con effetto retroattivo a partire dal 2015.

Ma vediamo la storia e la sentenza esemplare.

Il bambino, di Avezzano, deve compiere 7 anni. Nel 2014 è stato sottoposto al vaccino esavalente contro antipolio, difterite, tetano, pertosse, Haemophilus B ed epatite B, in due somministrazioni, una il 2 gennaio ed una il 4 marzo.

In seguito alle due vaccinazioni al bimbo sono insorti diversi disturbi fino a giungere alla diagnosi di tetraparesi ipertonico distonico e ritardo psicomotorio in soggetto con atrofia cerebrale e cerebellare che ha portato al piccolo un’invalidità al 100%.

I genitori hanno deciso, fin da subito, di avviare azione legale nei confronti del Ministero della Salute e dell’AIFA.

Ad assistere i genitori gli avvocati Berardino ed Antonella Terra. Secondo i certificati che la famiglia ha portato come testimonianza prima della somministrazione del vaccino il bambino stava bene e godeva di ottima salute.

Nel 2017 il bimbo è stato sottoposto ad un accertamento del Mineral test su alcuni campioni di capelli da cui è risultato che nel suo organismo sono state riscontrate “rilevanti eccessi di metalli pesanti contenuti proprio dalle vaccinazioni di cui sopra che hanno determinato le invalidità psico-fisiche del minore e infatti nella stessa si legge: dall’esame effettuato si evidenzia eccesso di piombo, alluminio, arsenico, antimonio, argento, titanio, uranio e palladio”.

La sentenza storica si basa essenzialmente sulla perizia medico legale effettuata  dalla specialista in medicina legale e delle assicurazioni Ilaria Agnifilli, sulla quale si legge: “Partiamo da un presupposto scientifico basato sul fatto che i benefici delle vaccinazioni superano di gran lunga i rischi e in assenza dei vaccini i danni o i decessi causati dalle malattie prevenibili sarebbero molti di più; i danni gravi o i decessi causati dai vaccini riguardano un caso su moltissimi vaccinati”.

La Agnifili, cirando anche i dati dell’AIFA sulle presunte reazioni avverse dei vaccini continua, nella sua relazione: “È ipotizzabile con elevata probabilità che, nel caso di specie, vi furono manifestazioni cliniche, come descritte dallo specialista neuropsichiatra nel maggio 2014, in assenza di altre cause evidenti, nei tempi compatibili con un grave danno neurologico da co-somministrazione di vaccini in seconda dose, nel rispetto del criterio cronologico del nesso di causalità. In assenza di elementi probanti che dimostrino il contrario, è verosimile ipotizzare, con un criterio di elevata probabilità, che la patologia in questione, sia intimamente correlata alle somministrazioni di vaccini del 2 gennaio e del 4 marzo 2014”.

Il Ministero in sua difesa ha portato delle tesi poco convincenti parlando di autismo, ma il piccolo non è affetto da autismo.

Questo ha portato il giudice Antonio Stanislao Fiduccia ad emettere la sentenza che condanna il ministero della Salute e l’AIFA al risarcimento danni, per tutta la vita, di 20mila euro l’anno.