Bonus badanti da 500 euro per 2 mesi: si allarga la platea delle beneficiarie, il Tribunale condanna l’Inps al pagamento

Bonus da 500 euro per le badanti, anche le interinali devono percepirlo, un Tribunale condanna l’Inps a rivedere al sua posizione.
stipendio badante

Per l’emergenza Covid a badanti, baby sitter, colf e ai lavoratori domestici in genere, non è stato concesso molto dal punto di vista degli aiuti e dei sostegni.

L’unico bonus loro destinato è stato quello da 500 euro per due mensilità previsto per il 2020. Si tratta del bonus aprile e maggio previsto dal decreto Rilancio, cioè il secondo decreto emergenziale previsto dal governo Conte a causa dell’emergenza Coronavirus.

Il bonus però, tra vincoli e paletti non fu erogato a tutte le lavoratrici, soprattutto alla luce di alcune interpretazioni, per così dire, particolari che l’Inps dette al provvedimento del governo.

Adesso però una sentenza del Tribunale del Lavoro di Genova allarga la platea delle beneficiarie.

Pubblicità

Infatti gli ermellini hanno bocciato l’interpretazione dell’Inps che escludeva dal beneficio le badanti precarie.

Bonus 500 euro bandati, 1.000 euro anche alle precarie

Ricapitolando, stiamo parlando del bonus da 500 euro pagato per aprile e maggio 2020 a badanti, colf e baby-sitter. La sentenza del Tribunale di Genova non fa altro che estendere il beneficio di questi 1.000 euro anche alle badanti precarie. Quando parliamo di badanti precarie in relazione alla sentenza, ci riferiamo ad una particolare categoria di badanti, quelle che prestano servizio per il tramite di Agenzie di fornitura di lavoro, cioè le Agenzie di lavoro interinale.

Adesso anche queste lavoratrici, che per natura stessa del rapporto di lavoro con l’Agenzia di fornitura di lavoro interinale, non vengono specificatamente inquadrate come domestiche, dovranno essere risarcite con il bonus con effetto retroattivo.

La sentenza nello specifico

Il decreto Rilancio aveva previsto il bonus per le badanti e le collaboratrici domestiche “non conviventi col datore di lavoro che, alla data del 23 febbraio 2020, avevano in essere uno o più contratti di lavoro per una durata complessiva superiore a 10 ore settimanali”. Occorreva quindi essere a tutti gli effetti iscritte come lavoratori domestici,

Il ricorso è stato prodotto da una badante a cui l’Inps ha negato il bonus perché, pur se le sue funzioni erano quelle specifiche della badante, lavorando presso le famiglie per il tramite delle Agenzie di lavoro, non risultava assunta come badante ma come lavoratrice semplicemente dipendente in quanto interinale. Il tribunale quindi ha dato ragione alla lavoratrice.

📰 Segui Pensioni&Fisco su Google News, selezionaci tra i preferiti cliccando in alto la stellina
Total
39
Shares
Potrebbe interessarti: