Bonus matrimoni per gli sposi e per le sale ricevimento? Ecco di cosa si tratta davvero

Come funzionerebbero questi nuovi incentivi per i matrimoni che sarebbero previsti dal decreto Sostegni bis.
matrimonio

Adesso si sta materializzando quello che era pressoché certo accadesse in seguito a ciò che è successo nel 2020 e in questi primi mesi del 2021. Matrimoni, cresime, comunioni e ricorrenze varie tutte posticipate, con le sale ricevimento, i ristoranti e le location dove comunemente si svolgono le feste successive a questi eventi religiosi, chiusi a causa del Covid.

E proprio il settore del Wedding (il settore dei matrimoni), che noi estendiamo anche a quello delle altre feste, ha subito il colpo più duro dai lockdown e dalle chiusure. Per questo quello dei matrimoni è un settore che il governo pare intenzionato a sostenere nel nuovo decreto Sostegni Bis.

Tra i 500 emendamenti al decreto Sostegni Bis presentati dai vari gruppi parlamentari, c’è anche il Bonus matrimoni. L’emendamento, è una proposta di modifica del testo del decreto e come tale deve essere prima di tutto approvata. Se passasse, il bonus diventerebbe realtà. Ma di cosa si tratta davvero? Vediamo di approfondire il tutto anticipando che si tratta di un bonus che riguarderebbe sia gli operatori del settore che i diretti interessati, cioè gli sposi.

Aiuti economici per il settore dei matrimoni

Per gli operatori del settore il bonus matrimoni seguirebbe la stessa linea del bonus per le attività imprenditoriali, commerciali e le partite Iva che anche nel decreto Sostegni uno sono stati varati.

Nel decreto Sostegni Bis c’è già al suo interno (non si tratta di un emendamento ma è un articolo già messo nel testo licenziato dal Consiglio dei Ministri) una misura del genere. Infatti all’articolo n° 1 comma n° 5 del testo si legge che“al fine di sostenere gli operatori economici maggiormente colpiti dall’emergenza epidemiologica “Covid-19”, è loro riconosciuto un contributo a fondo perduto”. Si tratta di un contributo riconosciuto a favore di tutti i soggetti che svolgono attività d’impresa, arte o professione o che producono reddito agrario, titolari di partita IVA residenti o stabiliti nel territorio dello Stato.

L’emendamento in questione invece va nello specifico, riducendo agli operatori del settore Wedding un contributo a parte.

Al fine di sostenere gli operatori del settore infatti, la proposta mira ad introdurre un contributo a fondo perduto nella misura pari al 30 per cento della differenza tra il fatturato annuale del 2020 e quello del 2019. Dal momento che manca il codice Ateco di riferimento, nell’emendamento si suggerisce all’Istat di vararne uno in modo tale da avere chiaro il perimetro a cui versare il contributo.

Detrazione fiscale per gli sposi

In qui quelle che verrebbe previsto per gli operatori del settore. Per gli sposi invece si propone di inserire una detrazione fiscale per gli eventi che riguardano l’anno 2021 ma non solo, perché si parla anche di detrazioni per il 2022 ed il 2023. In pratica si suggerisce di inserire la possibilità di detrarre dall’Irpef il 25%

“Per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023, per le spese documentate, sostenute in Italia, per pagamenti connessi alla celebrazione del matrimonio, spetta una detrazione dall’imposta lorda nella misura del 25 per cento delle spese fino ad ammontare complessivo delle medesime non superiore a 25.000 euro, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo”, questa la parte dell’emendamento che prevede questa agevolazione fiscale per gli sposi.

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