Bonus una tantum 2400 euro: per quali lavoratori e con quali requisiti?

Arriva con il decreto Sostegno un’indennità di 2400 per alcune categorie di lavoratori. Vediamo quali sono i requisiti per averne diritto.
stipendio non pagato

Pubblicato oggi 23 marzo, il decreto Sostegni in Gazzetta ufficiale, vediamo quali sono i lavoratori interessati dall’indennità una tantum e quali sono i requisiti richiesti per averne diritto.

Una tantum 2400 euro settore turismo

L’indennità una tantum di 2400 euro spetterà nella generalità dei casi a coloro che hanno già percepito la stessa indennità prevista dal decreto Ristori ma spetterà anche a coloro che non ne hanno potuto beneficiare nel 2020 e nel particolare:

  • ai lavoratori stagionali del settore turismo e stabilimenti termali che hanno cessato il rapporto di lavoro involontariamente tra il 1 gennaio 2019 ed il 23 marzo 2021 (data di entrata in vigore del decreto Sostegni) a patto che abbiano svolto attività lavorativa per almeno 30 giornate nello stesso periodo e non siano titolari di pensione, di rapporto di lavoro dipendente o di Naspi alla data di entrata in vigore del decreto.
  • ai lavoratori in somministrazione, impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del presente decreto e che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel medesimo periodo, non titolari di pensione né di rapporto di lavoro dipendente né di NASpI alla data di entrata in vigore del presente decreto.

Lavoratori dipendenti e autonomi

L’una tantum di 2400 euro, inoltre, spetta anche a lavoratori dipendenti e autonomi che a causa del COVID hanno ridotto, cessato o sospeso l’attività o il rapporto di lavoro a patto che si riconoscano in uno dei seguenti profili:

  • lavoratori dipendenti stagionali e lavoratori in somministrazione appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del presente decreto e che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel medesimo periodo;
  • lavoratori intermittenti di cui agli articoli da 13 a 18 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del presente decreto;
  • lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del presente decreto siano stati titolari di contratti autonomi occasionali riconducibili alle disposizioni di cui all’articolo 2222 del codice civile e che non abbiano un contratto in essere il giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto. Gli stessi, per tali contratti, devono essere già iscritti alla data di entrata in vigore del presente decreto alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, con accredito nello stesso arco temporale di almeno un contributo mensile;
  • incaricati alle vendite a domicilio di cui all’articolo 19 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, con reddito nell’anno 2019 derivante dalle medesime attività superiore a 5.000 euro e titolari di partita IVA attiva, iscritti alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, alla data di entrata in vigore del presente decreto e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.

Per queste ultime categorie di lavoratori, in ogni caso è necessario non essere titolari di rapporto di lavoro subordinato (escluso il contratto intermittente senza diritto all’indennità di dispinibilità), titolari di pensione.

Lavoratori dipendenti a tempo determinato turismo

L’indennità di 2400 euro spetta anche ai lavoratori dipendenti a tempo determinato del settore turismo e stabilimenti termali che possiedano tutti i requisiti di seguito elencati:

  • titolarità nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del presente decreto di uno o più contratti di lavoro a tempo determinato nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, di durata complessiva pari ad almeno trenta giornate;
  • titolarità nell’anno 2018 di uno o più contratti di lavoro a tempo determinato o stagionale nel medesimo settore di cui alla lettera a) , di durata complessiva pari ad almeno trenta giornate;
  • assenza di titolarità, alla data di entrata in vigore del presente decreto, di pensione e di rapporto di lavoro dipendente.

Lavoratori spettacolo

L’indennità di 2400 euro, inoltre, è erogata anche ai lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo con almeno 30 giorni di contributi versati dal 1 gennaio 2019 all’entrata in vigore del decreto che per l’anno 2019 non abbiano avuto un reddito superiore ai 75mila euro, non titolari di pendione nè di contratto di lavoro subordinato.

L’indennità spetta anche ai lavoratori dello spettacolo che abbiano almeno 7 contributi giornalieri versati tra il 1 gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del decreto ed un reddito 2019 inferiore a 35mila euro.

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