Botta e risposta Sileri-Donato da Giletti: i numeri dei positivi in Italia sono taroccati?

Sileri Donato

Un siparietto che sicuramente avrà destato effetti e sentimenti diversi tra i telespettatori quello di ieri sera durante la trasmissione di LA7 condotta da Massimo Giletti, “Non è l’Arena”. Ospite in studio il sottosegretario alla salute Pierpaolo Sileri. In collegamento esterno Francesca Donato, la europarlamentare che da poco ha lasciato la Lega per l’ok del Carroccio al Green Pass.

Il siparietto (anche se il Covid è una cosa seria e parlare di siparietto è antipatico) è stato proprio tra i due (quì il video). Con il sottosegretario che ha risposto ad alcune dichiarazioni e domande della Donato, in modo ironico che per molti ascoltatori mal si sposano con un importante ruolo istituzionale quale è quello che ricopre.

Risatine e battutine di Sileri ma risposte alle domande della Donato, poco e niente

Ala fine risatine, battutine e cenni di intesa tra il sottosegretario Sileri e Luca Telese in risposta ad alcune parole usate dalla Donato durante Non è l’Arena. Questo ciò che hanno visto ieri sera i telespettatori.

Da tempo ormai tutti i programmi di La7 sono nettamente votati a favore del governo, della campagna vaccinale, del Green Pass e così via. E Giletti non è da meno con il suo Non è l’Arena.

Ospiti che propongono tesi contrarie vengono messi in minoranza, quasi scherniti. Non è una esagerazione, perché ieri usare la parola scherno per quanto successo nel salottino del noto conduttore non è esercizio azzardato.

Francesca Donato, la europarlamentare no Green Pass che è tra quelle a cui la Corte Europea ha dato ragione al ricorso contro l’uso del Green Pass per accedere all’Europarlamento, ha, naturalmente parlato contro l’operato del nostro governo e quindi contro il Green Pass.

Ed ha fato alcuni esempi sui dati del Belgio, dove, secondo la stessa Donato, ci sono notizie che dicono che la maggior parte dei ricoveri ospedalieri di contagiati di Covid sia di gente con doppia dose di vaccino.

Apriti cielo in studio, con Sileri che ha accusato la Donato di non sapere di cosa parla, di dire numeri a cavolo di cane.

Ma i telespettatori volevano risposte, alla fine dei conti Sileri avrebbe dovuto dare i numenri chiari per smentire la Donato

“Lo sa quanti abitanti ha il Belgio? Lo sa quanti morti ha il Belgio oggi? Lei, avvocato o onorevole, deve parlare con i numeri”, queste le parole di Sileri, che alla fine ridendo e sghignazzando verso Telese, ha messo i ridicolo, secondo lui la Donato.

Ma l’europarlamentare ha risposto per le rime, chiedendo al sottosegretario, da momento che è un rappresentante di spicco del Ministero della Salute, se lui conosceva i dati odierni della Valle d’Aosta. E Sileri, naturalmente, zero risposte.

“È normale che in Belgio ci siano più malati di Covid tra i vaccinati, perché il Belgio ha 11 milioni di abitanti e il 76% è vaccinato”, questa la risposta di Silieri alla domanda della Donato sul perché in Italia ci siano numeri così diversi dal resto d’Europa (numeri che anche Giletti ha mostrato nelle tabelle).

La Donato parlava dei numeri dei pazienti Covid, che in Italia sono 1 a 10 tra vaccinati e non vaccinati mentre, in base a ciò che la Donato dice di sapere, nel resto d’Europa ci sono molti più vaccinati contagiati.

La risposta del sottosegretario è stata vaga, quasi assurda. Cosa centra che il Belgio ha 11 milioni di popolazione e il76% di vaccinati? Una domanda che molti telespettatori si sono posti, non solo la Donato. In Italia abbiamo una percentuale di vaccinati elevata, più che in Belgio. E allora cosa centra tutto ciò?

La Donato ha ribadito un suo concetto, e cioè che se dei 500.000 tamponi al giorno che si fanno in Italia, 420.000 sono di non vaccinati, costretti al tampone per lavorare o per fare altro, è inevitabile che ci siano più positivi tra i non vaccinati rispetto ai vaccinati. Se l’Italia tampona solo l’8% di vaccinati. In pratica, si cercano i positivi solo tra i non vaccinati. In Gran Bretagna, secondo la Donato, dove i tamponi vengono fatti anche ai vaccinati, è evidente che i numeri dicano altro.

Il nostro pensiero? Probabilmente la Donato ha ragione. Vogliamo scommettere che se il tampone viene reso obbligatorio per lavorare o per il ristorante, o per lo Stadio, anche ai vaccinati, il numero di positivi crescerebbe anche tra gli immunizzati?

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