Cartelle esattoriali in scadenza il 1 marzo: cosa accade con il Decreto Milleproroghe?

Il decreto Milleproroghe cosa prevede per le cartelle esattoriali? L’attuale proroga all’invio, infatti, scade il 28 febbraio.
cartelle esattoriali

Decreto Milleproroghe definitivamente approvato dal Parlamento dopo che ha ottenuto l’ok anche dal Senato, dopo quello della Camera. Grazie all’approvazione del Decreto che deve essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale prima del 1 marzo, sono diverse le scadenze che slittano.

Decreto Milleproroghe 2021

Come dicevamo diverse scadenza vedono lo slittamento ad iniziare dalle domande per la cassa integrazione COVID, all’utilizzo del bonus vacanze. Ma cosa accade alle cartelle esattoriali, per le quali era stata inizialmente prevista una proroga dell’invio dal 31 gennaio al 28 febbraio? Andranno pagate a partire dal 1 marzo per non incorrere nella decadenza delle eventuali rateizzazioni?

Nel decreto Milleproroghe non è contenuto uno slittamento all’invio delle cartelle esattoriali che era stata richiesta da Fdi. I termini dell’invio, quindi, rimangono congelati solo fino al 28 febbraio così come previsto dalla mini proroga di inizio anno. Si attende a questo punto la soluzione che il governo Draghi vorrà prendere al riguardo per evitare che una pioggia di cartelle esattoriali possa piovere sulle teste degli italiani ancora in gravi difficoltà economiche a causa del Coronavirus.

Il problema principale al momento appare proprio il fatto che il 28 febbraio termina la sospensione dell’invio di oltre 50 milioni di cartelle esattoriali e avvisi fiscali, che gli italiani hanno accumulato nel corso della pandemia.

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Anche se da una parte il pagamento delle cartelle esattoriali in questione servirebbe a finanziare la macchina Stato, dall’altro è necessario prendere qualche decisione che aiuti anche il sistema economico italiano che ancora non si è ripreso dalla crisi economica.

Tra le altre preoccupazioni che appaiono c’è anche il fatto che un anno di sospensione dell’invio della cartelle esattoriali ha creato una mole di di arretrato sugli atti di riscossione che l’Agenzia delle Entrate potrebbe anche non essere in grado di gestire nei prossimi anni.

Nel corso del 2020, infatti, cartelle, ipoteche, fermi amministrativi e atti di riscossione non sono stati inviati ai contribuenti e sono state sospesi anche i pagamenti delle rateizzazioni in corso: proprio questo secondo provvedimento è quello che preoccupa maggiormente gli italiani visto che se non si pagano un tot di rate consecutive si decade dalla rateizzazione richieste e moltissimi contribuenti si troveranno nella spiacevole situazione di dover pagare in un’unica soluzione, a marzo, tutto quanto rateizzato e non pagato nel corso del 2020.

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