Colf e badanti, ecco perché la famiglia può chiedere il vaccino obbligatorio al lavoratore

Nel settore domestico il datore di lavoro può arrivare a chiedere la vaccinazione del lavoratore, in alternativa, il licenziamento
badanti

Il vaccino non è obbligatorio, anche se caldamente consigliato. Certo, ci sono attività lavorative dove di fatto l’obbligo è stato inserito, ma nella generalità dei casi, almeno al momento, il vaccino per il Covid non è richiesto in molti settori lavorativi.

Per esempio, in un bar o in un ristorante, gli addetti, nonostante parliamo di un settore dove le restrizioni sono state fin da subito ai massimi livelli, non devono essere per forza vaccinati (si discute però di renderlo obbligatorio da ottobre).

Nonostante la non obbligatorietà però, ci sono settori dove i datori di lavoro pretendono il Green Pass, ovvero il certificato che oltre che vaccinandosi, può essere recuperato pure con un tampone ogni 48 ore o se si è guariti dal Covid.

E molti lavoratori hanno già avviato cause e ricorsi contro provvedimenti di sospensione dalle attività lavorative imposti perché non in possesso del Green Pass. Il settore domestico in questo caso vive su un “Pianeta a parte”, perché i datori di lavoro possono chiedere la vaccinazione del loro dipendente, sia esso una badante piuttosto che una colf.

E in alternativa possono licenziare il lavoratore, ma più che per il mancato adempimento vaccinale, per le regole del settore che, escludendo il preavviso, non prevedono grandi difficoltà a licenziare un lavoratore.

Green Pass obbligatorio ok, il vaccino no, ma alla fine è lo stesso

La politica, i tecnici e gli esperti continuano a dire che il vaccino non è obbligatorio. Sarà perché lo Stato non può assumersi la responsabilità di un vaccino di cui pochi sono certi al 100% della sua bontà, o ci sarà altro, ma si continua ad usare il Green Pass per nascondere una evidente obbligatorietà di vaccinazione.

Se si tratta di andare al ristorante al chiuso, oppure di andare al cinema, o ancora, di andare ad un matrimonio, allora ilo tampone può essere una soluzione alternativa al vaccino, questo è chiaro. Diverso il caso del lavoratore a cui viene chiesto il Green Pass per accedere al posto di lavoro.

Mica può effettuare un tampone ogni due giorni? Infatti la validità del Green Pass da tampone è di soli due giorni. E lo stesso vale per i pendolari che ogni mattina salgono sui mezzi pubblici per recarsi al posto di lavoro.

Serve il vaccino, questo è evidente. Con buona pace non solo dello zoccolo duro rappresentato dai no vax, ma anche di chi semplicemente, e forse a ragione, ha paura del vaccino.

Cosa accade al settore domestico

Come dicevamo, nel settore domestico la famiglia può arrivare a chiedere la vaccinazione della badante. Anche in questo caso può arrivare a costringere la badante ad avere il Green Pass, ma come abbiamo detto, è inimmaginabile che una badante vada ogni due giorni ad effettuare un tampone. Anche perché il tampone costa e ci sono settori dove il datore di lavoro non si accolla le spese del tampone.

Nel settore domestico Assindatcolf, una delle principali associazioni di categoria, consiglia alle famiglie di inserire nel contratto di assunzione (anche correggendo i vecchi contratti), la richiesta di disponibilità alla vaccinazione da parte della badante.

E proprio Assindatcolf sottolinea come non ci siano problemi nemmeno ad ipotizzare interruzioni dei rapporti di lavoro se non si adempie a quello che alla luce di quanto detto, è un obbligo vero e proprio.

“Non si mette in dubbio la libertà dei singoli di vaccinarsi o meo. Le famiglie, però, hanno tutto il diritto di pretendere la vaccinazione anti-Covid dal lavoratore da assumere o da quello già in servizio, vista la tipologia delle mansioni svolte e i rischi specifici che possono derivare per il datore e per i suoi familiari.

Altrimenti se il lavoratore non vuole vaccinarsi o rinnovare il green pass quando necessario, nel settore domestico è possibile il recesso ad nutum, cioè la possibilità di sciogliere il rapporto di lavoro in modo libero, senza alcuna giustificazione”, questo dice il presidente di{{ Assindatcolf}} Andrea Zini.

In altri termini, non vuoi vaccinarti? Allora rischi seriamente il posto di lavoro, tanto nel settore domestico è facile licenziare senza particolari giustificazioni da addurre.

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