Congedo straordinario per figli in DAD o in quarantena: domande in stand by

Le domande per congedo straordinario per figli in Dad sono ancora in stand by ma la fruizione può già iniziare.
Congedo maternità Congedo straordinario per figli in DAD o in quarantena: domande in stand by

Con il messaggio 1276 del 2021 l’INPS da l’ok al nuovo congedo per lavoratori dipendenti con figli le cui lezione sono state sospese, si trovano in quarantena o risultano infettati dal COVID.

Congedo straordinario per figli in Dad

L’INPS spiega a chi è ricolto il congedo  straordinario previsto dall’articolo 2 del decreto 30 del 2021: la misura è rivolta a lavoratori dipendenti che siano genitori di figli di età inferiore a 14 anni conviventi con il richiedente che può astenersi dal lavoro percependo una indennità del 50% qualora siano sospese le lezioni di didattica in presenza o per tutta la durata della quatantena del figlio ma solo a patto che l’attività lavorativa non possa essere svolta in modo agile (smart working).

Se, invece, il figlio ha grave disabilità ai sensi dell’articolo 4 comma 1 della legge 104 del 1992, il congedo può essere fruito anche se l’età è superiore ai 14 anni e anche dal genitore non convivente a patto che il figlio sia iscritto a scuole di ogni ordine e grado o frequenti un centro diurno per disabili.

E per i figli con età superiore ai 14 anni? Se il figlio ha un’età compresa tra i 14 ed i 16 anni i genitori non potendo fruire del congedo retribuito potranno richiedere una aspettativa non retribuita e non coperta da contribuzione figurativa: in questo caso la domanda va presentata esclusivamente al datore di lavoro.

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Il congedo può essere richiesto per periodi compresi tra il 13 marzo 2021 ed il 30 giugno 2021 ed in ogni caso può essere un prolungamento di periodi già richiesti tra il 1 gennaio ed il 12 marzo 2021.

La domanda

Al momento l’INPS spiega che la domanda è in stand by poichè la procedura per inoltrare la domanda non è ancora disponibile all’utilizzo. Il congedo, in ogni caso, può già essere fruito iniziando a presentare richiesta al proprio datore di lavoro e presentando, solo successivamente, domanda all’INPS anche per periodi già fruiti.

Cosa determinante da tenere presente è che  la domanda da presentare all’INPS riguarda esclusivamente lavoratori dipendenti del settore privato mentre i lavoratori dipendenti del pubblico impiego dovranno presentare domanda alla propria amministrazione che indennizzerà il periodo.

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