Contratto di rioccupazione, Naspi e norme anti licenziamento nel Sostegni bis

Importanti novità in materia lavoro nel decreto Sostegni Bis appena licenziato dal CDM
Decreto Sostegni bis: bloccato dal ministro Orlando

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo decreto Sostegni, ennesimo decreto di emergenza a seguito della crisi economica e sanitaria del Coronavirus. L’ok del CDM di fatto apre alle novità che questo nuovo decreto introduce per diverse categorie di soggetti che hanno subito in diretta persona gli effetti della crisi.

Importanti i provvedimenti inseriti in materia lavoro, uno dei pacchetti più importanti all’interno di tutto il nuovo decreto Sostegni, che segue ciò che era stato fatto in tutti i precedenti decreti a partire dal Cura Italia di inizio pandemia e fino al precedente decreto Sostegno (il primo).

Norma anti licenziamento, cos’è?

Una delle novità introdotte nel nuovo decreto Sostegni è la norma anti licenziamento. Un intervento questo che è stato voluto fortemente dal Ministro del Lavoro, Andrea Orlando. Il blocco dei licenziamenti è stato uno dei provvedimenti che più di altri hanno interessato i lavoratori dipendenti.

Un blocco nato per salvaguardare l’occupazione di quanti, alle prese con datori di lavoro in piena crisi per via delle chiusure, dei lockdown e di tutti i provvedimenti anti Covid, rischiavano seriamente di essere messi alla porta dal datore di lavoro. Invece, il collegamento del blocco dei licenziamenti, con la cassa integrazione, ha di fatto salvaguardato questi lavoratori, sia come occupazione che in parte come reddito (la cassa integrazione è notoriamente inferiore allo stipendio).

Grazie a questa norma anti licenziamento, il blocco si estende fino al 28 agosto prossimo.  E di conseguenza viene prolungata fino alla stessa data anche la cassa integrazione straordinaria Covid. In pratica mentre le aziende, a cui verranno abbuonate anche le addizionali, utilizzano la cassa integrazione, non potranno licenziare fino al 28 agosto.

Nasce il contratto di rioccupazione

Entra in azione anche l’esonero dei contributi a favore dei datori di lavoro. La misura è stata ribattezzata contratto di rioccupazione post pandemia.

In pratica viene prevista l’agevolazione per i contratti a tempo indeterminato. Per le nuove assunzioni, che prevedono un periodo massimo di formazione di 6 mesi,  l’agevolazione sarà a favore dei datori di lavoro che non verseranno proprio per i 6 mesi di formazione, i contributi previdenziali. U esonero al 100% volto a favorire il ritorno alle assunzioni. Naturalmente in assenza di assunzione effettiva dopo i 6 mesi, lo sgravio decade ed il datore di lavoro deve restituire il corrispettivo risparmiato.

Ed un esonero contributivo sempre al 100% viene previsto per le aziende che durante il funzionamento della cassa Covid, richiamano al lavoro i dipendenti precedentemente fermati.

Infine, in materia di Naspi, sembra confermato il blocco del calo del 3% al mese dopo il terzo mesi di fruizione del beneficio, che la normativa vigente impone.

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