Coronavirus: chi è al governo lavora per evitare un nuovo lockdown

In una lunga intervista in TV il ministro Speranza parla di scuola, mascherine all'aperto e assembramenti.

Roberto Speranza

Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha affermato a “Mezz’ora in più” che la priorità, attualmente, è la salute e che “Si sta parlando troppo di calcio e troppo poco di scuola“.

“Il comitato tecnico scientifico ha disposto norme che permettono al campionato a determinate condizioni di andare avanti. Altra cosa è la partecipazione del pubblico, io sono contrario alle proposte che sono arrivate di riaprire gli stadi a migliaia e migliaia di persone, questo farebbe correre un rischio vero al Paese” fa notare Speranza aggiungendo che “I numeri sono ancora sostenibili, sono un migliaio le scuole dove si sono registrati dei casi“.

Per quel che riguarda la scuola “Quello che stiamo provando a ricostruire è una nuova relazione organica tra il servizio sanitario nazionale e il sistema scolastico”.

E sottolinea che “Chi è al governo lavora giorno e notte per evitare il lockdown“.

Mascherina anche all’aperto? Il Ministro spiega che una delle ipotesi al vaglio è quella di estendere l’utilizzo delle mascherina all’aperto in tutto il territorio nazionale  poichè “L’utilizzo delle mascherine è fondamentale, decisivo. Più riusciamo a rafforzare l’utilizzo che gli italiani ne fanno e meglio è“.

Il problema principale restano gli assembramenti che stanno facendo registrare una crescita nella curva dei contagi “dobbiamo essere rigorosi e fermi contro gli assembramenti. Abbiamo bisogno in questa fase di maggiori controlli e maggiore presenza dello Stato. Ma aggiungo che io non credo che l’Italia sia riuscita a piegare la curva nei mesi più difficili per un impianto di natura securitaria, ma perché c’è stata una profonda sintonia tra la consapevolezza delle persone e le misure che il governo e le Regioni mettevano in campo. I controlli è chiaro  sono fondamentali ma la sfida di fondo per vincere è puntare sulla persuasione, sulla consapevolezza”.