Coronavirus, coprifuoco e chiusure: le strette delle Regioni

Coronavirus bis

In piena seconda ondata Coronavirus le Regioni ritengono le misure adottate dal Governo inadeguate e proprio per questo motivo (e avendo la possibilità di adottare misure più restrittive) nelle situazioni più critiche si prendono provvedimenti a tutela della risalita dei contagi.

Regioni come la Lombardia, per esempio, stanno cercando di ottenere il consenso dal ministro della Salute per tutelare la salute dei propri cittadini.

Nessun lockdown esteso, per il momento, ma solo provvedimenti a livello territoriale. Ed ecco che Lombardia e Campania approvano ordinanze che prevedono il coprifuoco dalle 23 alle 5 del mattino mentre il Piemonte vuol chiudere i centri commerciali non alimentari nel fine settimana.

In Lombardia il coprifuoco dovrebbe scattare da giovedì 22 e ci sarà, quindi, il divieto di uscire di casa dalle 23 alle 5 se non per comporvate ragioni di necessità e lavoro.

Stesso coprifuoco imposto da De Luca in Campania da Venerdì 23 alle ore 23 divieto di uscire in Campania, dove ricordiamo che il governatore ha chiuso le scuole fino al 30 ottobre.

Chiuse vie e piazze interessate dalla movida in città come Roma e Torino. Il Piemonte, inoltre, introduce l’obbligo per le scuole superiori (classi dalla seconda alla quinta) di svolgere almeno il 50% delle ore di lezione con didattica a distanza lasciando in presenza solo la metà delle ore.

La Liguria pensa di seguire il Piemonte nel provvedimento sulla scuola imponendo al tempo stesso il divieto totale di assembramento ovunque.

Diverse restrizioni imposte anche dai sindaci di comuni minori dove i contagi stanno aumentando.

Attendiamo nuove misure dalle regioni che fino ad ora non hanno pubblicato nessuna ordinanza e si sono attenute alle linee guida governative.