Coronavirus, nuova ondata 522 nuovi casi in un giorno

Oltre 500 nuovi contagiati, un numero che non si registrava da molto tempo, molto dipende dai tre nuovi focolai registrati in Veneto, Lombardia e Basilicata che messi insieme totalizzano 273 nuovi casi di coronavirus

Coronavirus

La notizia che ci sono stati oltre 500 nuovi casi di coronavirus in un solo giorno è un piccolo campanello d’allarme da non sottovalutare o che tutto sommato era prevedibile? Con la riapertura di gran parte delle attività qualche conseguenza era da tenere in conto.

I tre nuovi focolai di coronavirus

Più della metà di questi nuovi casi di coronavirus sono dovuti a tre focolai dislocati in Veneto, 183 nuovi casi, 69 nuovi casi in Lombardia e 21 nuovi contagiati in Basilicata. La logica e il buon senso devono fare riflettere tutti i cittadini, visto che probabilmente all’origine dei nuovi focolai ci siano delle disattenzioni collettive.

Adottare comportamenti responsabili

Come molti esperti ripetono, non bisogna abbassare la guardia ma continuare a usare la testa, a maggior ragione quanto più si avvicinano soluzioni quali vaccini e anticorpi prodotti in laboratorio.

Questa piccola nuova ondata di casi è una occasione per fare qualche riflessione sulla situazione attuale dei contagi da coronavirus in Italia.

Considerazioni e consigli del Virologo Guido Silvestri

Tra i tanti pareri che è possibile leggere in giro per la rete è molto interessante ciò che ha scritto il Virologo Guido Silvestri sulla sua pagina di Facebook.

Sono diversi i punti affrontati dal Virologo, che provo a riassumere brevemente:

Il numero di pazienti ricoverati e il numero di quelli in terapia intensiva sono una percentuale davvero esigua se confrontati con gli stessi nei momenti in cui il coronavirus dilagava.

Quello che adesso fa la differenza rispetto al periodo febbraio/marzo è il tempestivo isolamento dei positivi e il tracciamento dei contatti per scongiurare nuovi focolai.

La percentuale di nuovi contagiati in rapporto al numero di abitanti totali si attesta su valori intorno allo 0,002%, valore compatibile con la fine del lockdown, questo numero di casi non più definibile pandemia ma ha il carattere di una diffusione endemica del virus, si riscontra, infatti, una presenza stabile del virus con un numero di contagiati molto esiguo in rapporto alla intera popolazione, senza che vi siano variazioni significative di mortalità o che il numero di contagiati sia tale da causare disagi nelle strutture ospedaliere.

Inoltre l’età media dei nuovi contagiati da coronavirus si è abbassata da 61 a 41 anni e questo si riflette positivamente sul numero di casi gravi per ragioni puramente anagrafiche.

Infine è fondamentale mantenere l’attenzione, il corretto comportamento dei cittadini è uno degli aspetti fondamentali per tenere a bada il virus in attesa del vaccino.

Questo è il post completo del Professore Guido Silvestri