Coronavirus: se i contagi non scendono nuove restrizioni dal 9 novembre

Se i contagi non inizieranno a scendere è probabile nuova stratta entro il 9 novembre.

Conte

Anche se i contagi continuano ad aumentare e si è toccato, ieri, un nuovo redord nei numeri don 24991 contagiati e di 205 morti casa Covid, Giuseppe Conte non vuole pianificare, al momento, altre strette.

Prima di farlo, infatti, è necessario valutare gli effetti del nuovo Dpcm e serviranno due settimane. Un nuovo lockdown imminente, quindi va smentito.

Ma se la curva dei contagi non invertirà la tendenza già lunedì 9 novembre potebbe scattare una nuova stretta che potrebbe durare fino a metà dicembre (ma solo se l’epidemia venga rallentata).

Se le condizioni, però, dovessero continuare a peggiorare non si può escludere che la stretta arrivi prima del 9 novembre.

Sia che si attenda il 9 novembre, sia che si agisca prima, in ogni caso, quello che si ipotizza è comunque un lockdown meno duro rispetto a quello della primavera scorsa, un qualcosa di simile a quello applicato da Macron in Francia con azienda fabbriche e uffici aperti ma con tutti a casa, con negozi, tranne quelli di generi alimentari, chiusi e con le persone che possono uscire solo per portare i bambini a scuola o per ragioni mediche e far la spesa.

Sono quasi certi, poi, i blocchi degli spostamenti tra comuni e regioni con lockdown totali nelle zone più colpite (come Milano e Napoli). Ipotesi, sicuramente, ma talmente certe da spingere il ministro Gualtieri a individuare le coperture economiche per farvi fronte. Non vuole sbilanciarsi Gualtieri affermando che l’epilogo non è certo.

Conte alla Camera ha spiegato le ragioni del nuovo Dpcm affermando che le restrizioni servono alla gestione della pandemia senza il rischio di esserne sopraffatti ma soprattutto per scongiurare un nuovo lockdown ce danneggerebbe l’economia.

«Siamo consapevoli che sono misure severe», ha aggiunto, «ma sono necessarie, altrimenti la curva epidemiologica ci sfuggirà completamente di mano»