Covid e green pass: la verità su cosa serve e nuove proposte correttive

Il green pass è l’argomento più discusso insieme alla campagna vaccinale e anche nel decreto Sostegni Bis c’è chi propone correttivi
green pass

Il green pass è ufficialmente partito anche in Italia come sulla base delle direttive della UE. Parliamo del patentino che permetterà di spostarsi liberamente e di partecipare ad alcuni eventi e manifestazioni. Alcuni punti cardine dello strumento però, evidentemente vanno corretti perché anche tra gli emendamenti del decreto Sostegni, arrivano proposte di modifica a quanto precedentemente stabilito.

Vediamo il punto della situazione attuale e cosa prevede questa proposta di correttivo all’utilizzo del  green pass che riguarda nello specifico i più piccoli.

Green pass, cosa si può fare e cosa no

Il green pass è il patentino che ottiene chi si trova in 3 determinate condizioni rispetto al Coronavirus. Infatti il green pass viene rilasciato a soggetti che hanno effettuato il vaccino (tutte e due le dosi o come sembra, dopo 15 giorni dalla somministrazione della prima dose), a soggetti che sono recentemente guariti dal Covid (sembra che non debbano essere trascorsi più di 6 mesi dall’avvenuta e certificata guarigione) o a soggetti che hanno effettuato un tampone negativo nelle 48 ore precedenti uno spostamento.

Spostamenti dicevamo, perché il green pass permetterà la libera circolazione tra Stati membri della UE o che stringono convenzioni in questo senso. Sempre che lo Stato dove si decide di andare non preveda norme differenti. Infatti green pass o meno, ogni Stato può decidere di limitare gli ingressi o prevedere misure più restrittive in base alla provenienza (basti pensare che è notizia degli ultimi giorni il fatto che a cittadini della Gran Bretagna che arrivano in Italia, il fatto che si sono vaccinati non eviterà quarantene o controlli supplementari all’arrivo).

Spostamenti che hanno mandato in confusione gli italiani, ma che va sottolineato come essi siano solo quelli tra Stati. Infatti per gli spostamenti su suolo italiano, il green pass serve solo per chi si sposta verso una Regione arancione o gialla (e l’Italia oggi è tutta bianca tranne la Valle d’Aosta). Infatti non serve il green pass per spostarsi tra una Regione bianca ed una dello stesso colore.

Il green pass però serve per accedere alle RSA dove magari una famiglia ha un anziano ricoverato. Oppure serve per partecipare a feste e cerimonie come un battesimo, una comunione o un matrimonio. Senza green pass infatti non si potrà partecipare alle feste, o meglio, i trasgressori potrebbero essere puniti dalla legge (e il titolare del locale sede di una cerimonia, dovrebbe essere escluso dalle sanzioni). Discoteche, concerti ed eventi simili dovrebbero prevedere il green pass.

Tutti i dubbi di interpretazione relativi al green pass

Il fatto che in una sala ricevimenti che fa anche da ristorante, il green pass serve solo ce c’è di mezzo una cerimonia, è la prima assurdità di tutto questo provvedimento. Infatti 50 persone possono essere ospitate in un ristorante basti che non ci sia alla base della cena o del pranzo, il fatto che sia un matrimonio o una comunione.

Poi, molti hanno frainteso le direttive, soprattutto in riferimento a famiglie con figli. Non basta il green pass di padre e madre per partecipare ad un matrimonio o ad una comunione tutti insieme. Infatti anche i figli sopra i 3 anni dovrebbero avere il green pass. In altri termini, due genitori vaccinati se vogliono andare ad un matrimonio, o lasciano i figli a casa, o li dotano di green pass, magari con tampone o se in età utile, con vaccino anche per loro.

Un emendamento al decreto Sostegni infatti prevede proprio che si alzi l’asticella dell’età minima in cui si è esentati dal green pass. Sembra che sia stato proposto di issare a 6 anni il limite a partire dal quale rendere obbligatorio il green pass.

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