Covid e limitazioni: Feste, raduni, matrimoni: cosa cambierà da giugno?

Cosa c’è da aspettarsi in vista del via della stagione estiva dopo le riaperture previste per le zone gialle
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Sta per terminare la prima settimana con molte Regioni in zona gialla. Il ritorno alla zona meno rigida in materia di limitazioni è sembrato un primo passo verso il ritorno alla normalità. È vero, esistono ancora Regioni dove tutto o quasi è chiuso, perché ancora in zona arancione o rossa. E questo sarà anche lo scenario della prossima settimana.

Ma cosa c’è da aspettarsi per giugno e per i prossimi mesi dal punto di vista della vita di tutti i giorni?

Le zone gialle non significa liberi tutti

Sicuramente questo fine settimana sarà molto importante per verificare come e cosa le riaperture porteranno in dote nelle Regioni gialle. Sono molte le Regioni che già da una settimana hanno rivisto aperti sia a pranzo che a cena ristoranti, bar, pub e così via. Una parvenza di ritorno alla normalità in moltissime Regioni, soprattutto quelle del Centro Nord. E adesso arriva il primo maggio, un sabato collegato alla domenica che ai più ansiosi mette i brividi.

Le persone si riverseranno nelle piazze, nelle spiagge, affolleranno i ristoranti e così via? Scene di assembramenti saranno pressoché inevitabili visto anche il clima che sembra porterà caldo nei prossimi giorni.

Il rischio è dietro l’angolo però, perché la campagna vaccinale è partita ma non è ancora completata e poi ci sono le varianti del virus che fanno paura, come quella indiana per esempio o come una strana variante che è stata isolata in Abruzzo.

A sensazione, non ci vuole niente per tornare indietro, per ripiombare nell’incubo e per chiudere di nuovo, anche se a dire il vero il provvedimento sulle riaperture sembra sia nato come irreversibile. Ma una risalita dei contagi potrebbe portare anche le Regioni oggi gialle, a nuove chiusure, più dannose delle precedenti.

Cosa accadrebbe se a maggio risalissero i casi in Emilia Romagna per esempio (i residenti possono fare gli scongiuri)? Si chiuderebbe a giugno o a luglio, cioè in piena estate?

Proprio i futuri mesi estivi sono quelli che da un lato offrono speranza alla popolazione tutta e dall’altro offrono preoccupazione su quello che accadrà e su quello che si potrà o non potrà fare.

La programmazione di feste ed eventi da troppo tempo fermi

Matrimoni, comunioni, cresime, feste e anniversari, sono queste le cose che i questi lunghi mesi di pandemia sono mancati alla popolazione. E molti di questi eventi sono stati rinviati aspettando tempi migliori.

Anche nelle zone gialle oggi tutte queste feste e queste ricorrenze, che oltre che importanti dal punto di vista culturale e religioso, lo sono anche per l’economia, non si possono ancora fare.

Le funzioni religiose come il matrimonio, in base alle linee guida dettate dal governo, prevedono la possibilità svolgere solo il lato religioso dell’evento, naturalmente con tutte le protezioni e con il rigido seguire i protocolli. Feste, pranzi e banchetti sono vietati, a prescindere dal coprifuoco.

Ma da giugno, se è vero che i ristoranti potranno tornare a servire i clienti anche al chiuso, sempre rispettando i protocolli (primo tra tutti il distanziamento sociale), ipotizzare che si potranno tornare ad effettuare i festeggiamenti non è esercizio azzardato.

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