Covid, i furbetti dei vaccini: scattano le indagini delle Forze dell’Ordine

Li hanno ribattezzati i saltafila e sono coloro che si fanno vaccinare anche se non ne avrebbero diritto al momento.
vaccino

La campagna vaccinale continua a fare discutere e non solo per la bontà o meno dei vaccini, per le forniture accusate di essere carenti o per gli effetti collaterali che molti producono.

Sui vaccini è emerso un altro spaccato tipicamente italiano che è quello dei furbetti. La campagna vaccinale è nata in maniera tale da prevedere la priorità nelle vaccinazioni per i soggetti definiti fragili. Ma anche di fronte alla terribile pandemia e alla salute ecco emergere usi e costumi che in Italia sono sempre troppo diffusi, cioè i furbetti.

Sono molti infatti i saltafila, come sono stati ribattezzati i cittadini che non essendo fragili e quindi non avendo priorità nel vaccinarsi, tramite stratagemmi vari riescono ad avere le dosi e a vaccinarsi. Dal punto di vista civile e morale un vero obbrobrio, ma tra scelte opinabili delle Regioni, alle quali inizialmente era stata data mano libera nel programmare le vaccinazioni e pratiche individuali poco virtuose, adesso arrivano le indagini delle Forze dell’Ordine.

Cosa succede con i vaccini

Naturalmente non tutti quelli che si sono vaccinati pur non essendo over 80, lavoratori della scuola, della sanità o delle Forze dell’ordine hanno fatto un illecito. Infatti proprio in virtù di alcune scelte delle Regioni, c’è il fragile che magari attende ancora di essere vaccinato e quello non fragile che ha già completato l’operazione.

In questo caso si può accusare la politica di scelta discutibile, ma non si prefigura al momento, alcun reato. Diverso il caso di veri e propri furbetti che tramite conoscenze, intrighi e pratiche poco ortodosse hanno scavalcato la fila.

Intanto le inchieste iniziano a diventare massive così come le indagini delle Forze dell’Ordine. Ed è un po’ in tutta Italia che si indaga, perché non ci sono furbetti solo in un determinato posto ma la pratica anche per i vaccini è diffusa su tutta la penisola. Mescolarsi agli anziani, al personale sanitario, alle forze dell’ordine e agli insegnanti è una pratica diffusa.

Quasi mille gli indagati

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Del caso si sta occupando anche la stampa e come si legge anche sul “Sole 24 Ore”, sarebbero già 1.000 i furbetti indagati in tutta Italia. In campo sono scese le Procure, con l’ausilio dei Nas e dei carabinieri. Tra gli indagati oltre 600 sono del Nord Italia, vuoi perché la densità di popolazione è maggiore o perché i vaccini sono di più o ancora perché al Sud si denuncia meno.

Tra gli indagati, oltre a chi si è fatto vaccinare anche alcuni medici conniventi, che però si difendono con la volontà di non sprecare vaccini. In pratica se un soggetto che era in elenco non si presenta, allora scatta la vaccinazione al primo che capita, ma che da segnalazioni sembra siano spesso amici degli amici.

Anche il Premier Draghi si è esposto stigmatizzando questi comportamenti, e forse per questo che le indagini sono in corso e il numero di questi presunti furbetti continua a salire. La questione è aperta anche perché non si sa bene nemmeno di che reato accusare questi furbetti, se sia quello di truffa o nel caso di amministratori locali, quello di peculato.

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