Covid, quando parte il Vax Day in Italia e le categorie che hanno diritto alla somministrazione del vaccino nella prima fase

Quando e dove sarà somministrata la prima dose del vaccino anti Covid-19. Le categorie che hanno diritto alla vaccinazione nella prima fase.
Astrazeneca vaccino, il parere dell'EMA

Semaforo verde alla vaccinazione in Italia. Dopo l’annuncio della presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, riguardante la consegna del vaccino contro il Covid, all’ospedale Spallanzani di Roma sono arrivati le prime dosi ed è partita la distribuzione in tutto il Paese. Tuttavia, l’Italia non sarà il primo stato dell’UE a partire con le vaccinazioni, lo faranno con un giorno d’anticipo, Slovacchia e Ungheria.

La prima vaccinazione in Italia

Sabato mattina, sono arrivate allo Spallanzani di Roma le prime 9.750 dosi del vaccino anti Covid prodotto dalla Pfizer Biontech, scortate dai carabinieri. La prima persona a essere vaccinata sarà la ventottenne infermiera romana, Claudia Alivernini, la somministrazione avverrà domenica 27 dicembre 2020. Altre 450.000 dosi del vaccino Pfizer arriveranno a partire dal 28 dicembre, è quanto affermato da Domenico Arcuri, Commissario straordinario per l’emergenza coronavirus.

Le categorie che hanno diritto alla prima fase di somministrazione del vaccino anti Covid

Come previsto, gli operatori sanitari e sociosanitari, il personale delle strutture ospedaliere pubbliche e private, gli ospiti e il personale delle RSA, sono le categorie designate ad avere la priorità sulle 1.833.975 dosi di vaccino anti Covid della Pfizer. Le regioni che riceveranno il maggior numero delle prime 9.750 dosi di vaccino, saranno nell’ordine: Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Piemonte e Veneto.

Vaccinarsi non sarà obbligatorio in Italia, almeno per ora, così ha disposto il governo. Tuttavia, monitorando la percentuale di adesione al vaccino, nel caso fosse ritenuta troppo bassa, la decisione potrebbe essere rivista. Dopo le categorie suddette, la priorità alla vaccinazione spetta agli over 80, poi alle persone con età compresa tra i 60 e i 79 anni. Infine, all’ultima categoria considerata a rischio, ovvero le persone che soffrono di almeno due patologie croniche pregresse, immunodeficienze e/o disabilità.

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