Covid, zona rossa per una regione ma non è la Sardegna. La situazione in Italia

Coronavirus, dati 30 aprile 2021. Dal 3 maggio una regione in zona rossa e cinque in fascia arancione.
Dati Covid Italia 30 aprile 2021. L'Italia a colori dal 3 maggio

In seguito al monitoraggio sui dati Covid dell’Istituto Superiore di Sanità comunicato il 30 aprile 2021, la Sardegna lascia la zona rossa e passa a quella arancione. Purtroppo, un’altra regione prende il suo posto: la Valle d’Aosta.

Con un indice RT Italia invariato a 0,85 rispetto a quello della settimana precedente l’ultima, da lunedì 3 maggio saranno in zona arancione, oltre alla Sardegna, la Calabria, la Sicilia, la Puglia e la Basilicata. Le province autonome di Trento e di Bolzano e tutte le altre regioni saranno in zona gialla.

Nonostante si vociferasse di un passaggio in zona arancione della Campania, così non sarà. La regione governata dal presidente Vincenzo De Luca è risultata in questa settimana, avere il numero più alto di contagi da Covid in Italia, ma evidentemente gli altri parametri considerati dalla cabina di regia hanno consentito che la Campania rimanesse in zona gialla.

In ogni caso, l’ufficializzazione del posizionamento di Regioni e Province Autonome nelle varie fasce colorate Covid, arriverà in serata con le nuove ordinanze firmate dal ministro della Salute Roberto Speranza.

Nessuna regione ad alto rischio

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A prescindere dai colori delle zone Covid assegnate alle regioni, nessuna è considerata ad alto rischio. Tuttavia, otto regioni possiedono un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o ricoveri superiore al limite critico, ma la settimana precedente erano 12. A livello nazionale il tasso di occupazione di terapie intensive è al 29% (soglia critica 30%). Quello in aree mediche è al 30%, contro il limite critico fissato al 40%.

Coronavirus Italia, dati 30 aprile 2021

Su 338.771 tamponi effettuati in Italia (tra molecolari e antigenici) sono stati registrati 13.446 contagi da Covid, con un tasso di positività che scende al 3,97%. Dati incoraggianti per quanto concerne le ospedalizzazioni: 57 ricoverati in meno in terapia intensiva, 411 ricoverati in meno nei reparti ordinari. Purtroppo, anche se in calo, resta alto il numero dei morti (263).

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