Decreto ristori 3 approvato, cosa c’è per bar, ristoranti e pubblici esercizi?

decreto ristori

Nella notte via libera al nuovo decreto Ristori, arrivato alla terza versione. Una notizia nell’aria, con la necessità per il governo di continuare a dare sostegno alle attività economiche colpite duramente dalle chiusure e dai provvedimenti restrittivi per via del Covid.

Nel decreto Ristori 3, a cui dovrebbe seguire anche un decreto Ristori 4, stanziamenti per 1,4 miliardi di euro, tutti per gli aiuti, i bonus e gli sgravi fiscali. Le scadenze fiscali però non compaiono in questo decreto appena licenziato dal Consiglio dei Ministri. Le proroghe ai versamenti di fine anno e alle scadenze fiscali probabilmente saranno contenute nei prossimi provvedimenti.

Cosa c’è nei decreti per bar, pub, pizzerie e ristoranti

Il decreto Ristori ter nasce come continuazione dei precedenti e come anticamere del decreto Ristori quarter. Sia nella versione 3 che in quella 4 del decreto, saranno distribuiti  contributi a fondo perduto, sempre in relazione a cali di fatturato e corrispettivi, a quei settori più vessati dalle misure dei Dpcm di Conte o dalle zone rosse e arancioni decise da governo ed enti locali.

Al riguardo il governo la settimana prossima chiederà l’ennesimo scostamento di Bilancio al Parlamento. Uno scostamento stavolta, da 7 miliardi di euro e l’approvazione delle Camere sembra, come per i precedenti provvedimenti di sforamento dal bilancio dello Stato, assolutamente fuori discussione.

Ampliamento della platea dei beneficiari

Il contributo a fondo perduto per le aziende più in crisi già con il decreto Agosto ha di fatto sostituito i bonus fissi che sono stati erogati durante i lockdown. Adesso il piano di intervento a sostegno delle attività colpite dai provvedimenti di limitazione alle loro attività prevede un contributo a fondo perduto calmierato sul calo di guadagno tra il 2019 ed il 2020, tra determinati mesi dell’anno scorso e determinati mesi dell’anno in corso.

Anche se bisogna aspettare gli iter classici che la settimana prossima si completeranno, appare scontato che il nuovo decreto prevedrà l’erogazione degli stessi contributi a fondo perduto che in questi giorni stanno arrivando alle attività come bar, ristoranti, discoteche, palestre e così via. Ma nel nuovo testo entreranno anche alcune attività escluse precedentemente e colpevolmente nonostante fossero inevitabilmente colpite dai provvedimenti.

Attività in più quindi, come quelle della vendita di scarpe e accessori se inserite in zona rossa.