Didattica a distanza per sempre, anche in malattia, il piano del Ministro Bianchi

La Dad non lascerà più la scuola, lo ha anticipato il Ministro Bianchi.
scuola

La Dad, acronimo di Didattica a distanza ha accompagnato studenti, insegnanti e famiglie dal marzo 2020 e ancora oggi è utilizzata. Nata per tamponare le chiusure delle scuole a seguito della pandemia, difficilmente verrà accantonata. 

Contestata, vituperata, criticata, ma è stata pur sempre utile per permettere di andare avanti con l’insegnamento, che altrimenti con le scuole chiuse sarebbe stato bloccato. Ma la Dad sarà utilizzata anche in futuro, fin dal prossimo anno scolastico, a prescindere dal Covid. Lo ha detto il Ministro Bianchi durante un suo passaggio su Sky Tg2.

Il piano del Ministero dell’istruzione prevede la Didattica a distanza

La Dad resterà uno strumento utile alla scuola. È quanto si evince dell’interessante intervista del Ministro dell’istruzione del governo Draghi, Patrizio Bianchi su Sky Tg2. Proprio la Dad è stata al centro delle parole del Ministro, che ha sottolineato come essa diventerà “l’arte integrante della scuola”. E si parte già dal nuovo anno scolastico, da settembre. 

“L’anno prossimo, certo sarà possibile per alcuni casi, come quelli ad esempio di ragazzi in malattia“, questo ciò che ha detto il titolare del Ministero dell’istruzione. Ma la Dad per il Ministro va ben oltre l’emergenza Covid. La Didattica a Distanza può essere un veicolo di contatto anche tra realtà differenti, a vantaggio degli studenti naturalmente.

“Quello che io vorrei è che il modo di insegnare tenesse conto della possibilità di usare strumenti di questa natura, cioè della possibilità ad esempio di fare in classe un collegamento con una classe che è in Germania o con un esperto che è negli Stati Uniti”, questo il pensiero del Ministro dell’istruzione del governo Draghi.

La didattica partecipata, cos’è?

È evidente che l’intenzione è quella di prendere ciò che di buono ha prodotto la Didattica a distanza che è stata un ottimo strumento per contenere le problematiche della pandemia, ma che ha perimetri di utilizzo che secondo l’esponente del governo sono vasti.

“Sono strumenti  che ci permettono di migliorare il nostro modo di insegnare, i nostri ragazzi tutti i giorni lavorano al computer, tutti i giorni usano il telefonino, allora bisogna che noi utilizziamo questa loro capacità per fare una didattica più aperta, più partecipata, senza avere paura degli strumenti”, in altre parole, una didattica più moderna di quella tradizionale, in barba ai radicali, quelli che vedono nella scuola in presenza l’unica via.

Naturalmente anche per il Ministro la didattica nelle aule è importante, ma può essere potenziata con la Dad, in un piano a cui l’esecutivo sta lavorando.

 “Noi stiamo lavorando giorno e notte per questo, vorrei dire questo: il problema è recuperare socialità, io vorrei che l’anno prossimo fosse un anno costituente, quindi i ragazzi a scuola non semplicemente come prima ma con più capacità di partecipare”.

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