Furbetti del cashaback: in arrivo stretta per trucco dei micro pagamenti ravvicinati

Ecco come si pensa di arginare i comportamenti fraudolenti dei furbetti del cashback.
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Come avviene per ogni cosa in Italia, i furbetti spuntano anche con il cashback: si tratta di quelle persone che pur di scalare la classifica di maggior utilizzatori di carte di credito o bancomat (che ricordiamo mette in palio 1500 euro per i primi 100mila classificati) non si fannno il problema di effettuare tantissimi micropagamenti per un solo acquisto.

Dopo, però, che le prime segnalazioni sono giunte al ministero dell’Economia per le lamentele dei commercianti,  PagoPa sta cercando di individuare chi ha effettuato pagamenti di importo piccolissimo nello stesso negaozio poco tempo (con intenti fraudolenti, ovviamente).

Furbetti del cashback

Anche se attualmente tutti i pagamenti vengono conteggiati nella classifica, si stanno studiando paletti che impediscono questi comportamenti fraudolenti che, in qualche modo possono inficiare il corretto andamento della classifica. Con ogni probabilità sarà fissato un limite alle transazioni che possono essere effettuate nello stesso negozio in un breve arco di tempo, soprattutto se di importo inferiore all’euro.

Chi sta subendo maggiomente i comportaqmenti dei furbetti sono i benzinai visto che i furbetti hanno preso d’assalto gli impianti, di notte quando è attivo il self service.  Approfittando dell’assenza del personale, infatti, i furbetti in questione effettuano micro transazioni in numero elevato per fare il carburante.

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Come nel caso di Treviso dove il titolare di un impianto la mattina ha trovato 150 transazioni fatte tra le 20 e le 22 per un importo di spesa di 50 euro: la maggior parte delle transazioni erano da 30, 50 e 70 centesimi.

Il colmo arriva, invece, da chi ha pagato un rifornimento di 6,5 euro con 62 transazioni, eseguite in poco meno di un’ora. Questi comportamenti ledono profondamente i benzinai che, ricordiamo, pagano una commissione per ogni transazione registrata (e ricordiamo che guadagno in media, 3 centesimi ogni litro di carburante).

Bruno Bearzi, esponente della  Figisc-Confommercio racconta che “ecco perché i furbetti del cashback rappresentano un pericolo per la nostra categoria. Se non si troverà al più presto un rimedio al problema, molti gestori di impianti decideranno di lasciare spento il self service di notte pur di non correre rischi”.

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