Green Pass: anche il Garante della privacy da i poteri di identificazione ai baristi e ristoratori

Piacerà o no ma sul Green Pass il gestore di un bar piuttosto che di un ristorante potranno chiedere il documento di riconoscimento agli avventori
Green pass polemiche

Un vero caos sul Green Pass è quello che si sta verificando in queste ore nelle istituzioni italiane. Il gestore di un bar o di un ristorante, deve chiedere ai suoi avventori il Green Pass. Dovrà scannerizzare, fotografare o verificare in un qualsiasi modo, il documento che attesta l’avvenuta guarigione dal Covid, un tampone negativo nelle ultime 48 ore, o la vaccinazione.

Ma non solo, perché per verificare al 100% che il Green Pass mostrato (alla fine si tratta di uno screenshot dello smartphone), appartenga al diretto interessato, servirà verificare l’identità del cliente. Come si fa? con la richiesta della carta di identità, della patente o del passaporto. In pratica, ciò che oggi fanno le forze dell’ordine per verificare l’identità di una persona, la potranno fare anche i lavoratori di un bar o di un ristorante.

E subito le polemiche sono state feroci, a tal punto che è stato chiesto un parere anche al Garante della Privacy. Nel frattempo sulla questione è intervenuta pure Luciana Lamorgese, il Ministro dell’Interno. E le posizioni in seno alle istituzioni sono contraddittorie e potenzialmente confusionarie.

Cosa ha detto la Lamorgese

La titolare del Viminale rispondendo alle istanze di molti esercenti il settore della ristorazione, ha messo il punto sul fatto che la carta di identità non deve essere richiesta da parte dei gestori del ristorante e che devono essere le forze dell’ordine con controlli a campione, a verificare se tutto sia in regola.

Qualcosa di assurdo, perché mentre si mangia in pizzeria, nulla vieta alle Forze dell’Ordine di entrare, avvicinarsi al tavolo e chiedere al cliente le sue generalità, in barba al fatto che la pizza si raffredda.

“La regola è che venga richiesto il green pass senza il documento di identità”, questo il chiarimento della titolare del Viminale. E la Lamorgese a scanso di equivoci ha anche promesso l’imminente proposizione di una circolare chiarificatrice. In altri termini, secondo il Ministro dell’Interno, “non spetta ai titolari dei locali verificare l’identità dei possessori di certificazione verde”.

Il Garante della Privacy dice ok all’identificazione degli avventori

“Le figure autorizzate alla verifica dell’identità personale sono quelle indicate nell’articolo n° 13 del Dpcm del 17 giugno 2021 con le modalità in esso indicate, salvo ulteriori modifiche che dovessero sopravvenire”, con questa postilla il Garante per la Privacy, ha risposto ad un quesito proveniente dalla Regione Piemonte.

In altri termini, esattamente il contrario di ciò che ha detto la Lamorgese.  I titolari delle strutture ricettive possono richiedere agli intestatari della certificazione verde di esibire un documento d’identità, questo l’ok del Garante della Privacy.  

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