Green pass, il pensiero di Briatore: “In Francia molti falsi, in Italia tutto sbagliato”

L’imprenditore fa una analisi sul Green pass evidenziando tutte le contraddizioni.
Flavio Briatore

 “In Italia si cerca sempre di criminalizzare qualcuno ed è toccato alle discoteche”, così il pensiero di Flavio Briatore intervistato da AdnKronos. Il noto imprenditore e volto noto di TV e Gossip non è nuovo ad esternazioni di questo genere.

Il fatto che i suoi interessi siano anche in ambito locali della movida, lo rende soggetto ideale per capire lo stato d’animo degli imprenditori di un settore, quello delle discoteche, tra i più penalizzati dalle regole sul Covid.

Francia e Italia, Green pass e problemi

“A Montecarlo non hanno fatto un casino come in Italia”, questo in sintesi ciò che dice Flavio Briatore. In Francia tutto aperto, anche le discoteche. Si entra col Green pass, soprattutto digitale. Anche perché in Francia molti dei Green pass cartacei sono falsi.

In Italia invece, secondo Briatore, si è deciso di trovare un colpevole, di criminalizzare qualcuno. Il riferimento del noto imprenditore è alle discoteche, che in Italia sono rimaste chiuse.

I due pesi e le due misure italiane

Discoteche chiuse come luoghi di untori quindi, ma poi, allo stesso tempo, si è dato l’ok a movida generalizzata. In spiaggia per esempio, gli assembramenti sono stati tanti e forti. E senza distanziamenti particolari. Un autentico controsenso per Briatore.

E poi le feste scudetto dell’Inter o per l’Italia campione d’Europa, con centinaia di migliaia di persone in piazza a saltare, ballare, ad abbracciarsi e baciarsi. Le discoteche chiuse e ville e case private trasformate in balere e simili sono le contraddizioni evidenti che Briatore evidenzia.

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