Green pass o tampone a proprie spese, altrimenti senza stipendio, l’idea di Federmeccanica

La diatriba nata dopo la notizia dell’obbligo del Green pass nelle mense aziendali raggiunge il suo picco.
Green pass dal 6 agosto

Vaccino obbligatorio no, ma nemmeno un passo indietro di fronte l’obbligo del Green pass nelle mense aziendali. Questo ciò che sta prendendo piede nella inevitabile discussione su questo nuovo obbligo che i sindacati contestano duramente. Le ultime novità riguardano le dichiarazioni di Federico Visentin, presidente di Federmeccanica.

Senza stipendio per chi non si adegua, lo sottolinea Federico Visentin, presidente di Federmeccanica

“Green pass o tamponi a carico del lavoratore. Oppure niente stipendio”, questo si legge sul Corriere della Sera che riporta le dichiarazioni del presidente di Federmeccanica, Federico Visentin.
Il numero uno dell’associazione fissa tre punti cardine da seguire per chiudere le polemiche successive all’obbligo del Green pass nelle mense aziendali.I tre punti cardine sono:


  • Obbligo di green pass in tutti gli ambienti di lavoro; 
  • Nessun obbligo di vaccino ma costi dei tamponi a carico dei lavoratori; 
  • Zero stipendio per chi non si adegua.


Anche il governo deve essere fermo sulle regole

“Serve un aggiornamento del protocollo sulla sicurezza ma non possiamo permetterci di perdere tempo. Se c’è la volontà va fatto subito. E serve una posizione del governo che «non lasci dubbi. Posizioni deboli fanno male”, così Visentin ha detto la sua intervistato dall’agenzia Ansa. 
Il fatto che il governo pecchi di chiarezza lo sostengono pure i sindacati, che parlano già di situazione fuori controllo. 
“Le mense sono un luogo di lavoro e sono tutelate dai contratti di lavoro”, questa la nota univoca di Fiom Cgil, Fin Cisl e Uilm, o metalmeccanici della troplice.

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