Green Pass obbligo per badanti, i pareri e i dubbi

Dal 15 ottobre pure le badanti per lavorare devono avere il Green pass, ma perché?
badanti

Dubbi, perplessità, paura, sono questi i sentimenti diffusi nel mondo del lavoro che riguarda colf, badanti e famiglie che le assumono. 

Paura per il Covid, perché specie per le badanti, il loro lavoro le porta a contatto con l’esempio pratico di soggetto fragile, cioè l’anziano. Perplessità sul fatto che il Green pass, qualcuno deve controllarlo e spesso badante e anziani vivono solo in casa.

Dubbi riguardo al fatto che licenziare una badante non è esageratamente complicato per una famiglia, in barba al divieto di licenziare che il decreto sul Green pass ha prestabilito. 

Badanti e anziani, fragili entrambi? 

In tutta questa vicenda, cioè per l’obbligo di Green pass per badanti e colf, forse si trascura il rovescio della medaglia. Fragile è inevitabilmente l’anziano, ma l’età media delle badanti è piuttosto alta, prossima ai 60 anni. 

Signore, spesso dell’Est Europa che si trovano a dover lavorare, con stipendio basso, lontano da casa, lontano dagli affetti e pure senza alcuna copertura visto che non hanno contributi a sufficienza per andare in pensione. 

Il parere dei sindacati sul Green pass

“È l’unica soluzione e lo vogliono anche lavoratori”, così ha parlato Andrea Zini, presidente di Assindatcolf.

E proprio Assindatcolf è l’associazione dei datori di lavoro del settore domestico che più vai è spesa per estendere l’obbligo vaccinale anche alle badanti. 

Tutto ciò considerando l’obbligo per i sanitari, categoria a cui Assindatcolf avvicina come mansioni quello della badante. Senza considerare però differenze di retribuzione, sicurezza sul lavoro e tutele, di cui il settore domestico oggettivamente è carente. 

E a chi ha sollevato alcuni dubbi circa l’utilizzo di app per il controllo del Green pass, Zini ha detto esplicitamente che “chi non sa usare le app chieda il cartaceo”.

E sull’altro dubbio relativo a vaccini che molte badanti hanno fatto all’estero, e non riconosciuti dall’Ema, Zini è altrettanto chiaro. “I casi di chi si è vaccinato con farmaci non riconosciuti dall’Ema, come lo Sputnik, verranno gestiti con una circolare”.

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