Il Tar del Lazio gela Anief: rinviato l’esito del ricorso sul Green Pass, ma il sindacato sbotta

“Non ci fermiamo, pronti ad adire il Consiglio di Stato”, questa la replica del sindacato Anief alla notizia del rinvio della discussione ad ottobre
scuola

Era nell’aria e così è stato, l’Anief non ha ottenuto ciò che voleva per quanto concerne il ricorso al Tar sulle misure anti Covid e precisamente sul Green Pass. Tutto rinviato, come discussione, ai primi di ottobre (il 6 ottobre precisamente ndr). In merito all’applicazione del Green Pass nella scuola, l’Anief viene sconfitta, non ancora sul ricorso in quanto tale, ma per l’urgenza con cui il sindacato ne richiedeva la definizione. Ma il sindacato ha prontamente replicato sottolineando la sua volontà di portare avanti la battaglia e di andare al Consiglio di Stato.

Tutto rinviato, ma l’anno scolastico sta per partire

Il Tar del Lazio non ha respinto il ricorso dell’Anief, ma ha solo respinto la richiesta di misure urgenti che Anief aveva chiesto. In pratica, sul ricorso presentato dal sindacato Anief, in merito all’applicazione del green pass a scuola, il Tar ha optato per il rinvio al 6 ottobre, cioè ad anno scolastico avviato.

La secca replica di Marcello Pacifico, Presidente Anief

Niente da fare per l’Anief quindi, e Marcello Pacifico il suo Presidente, non ha perso tempo a replicare.

“Qualora i primi di ottobre, comunque, la terza sezione bis del Tar Lazio non dovesse pronunciarsi ancora sulla palese illegittimità del provvedimento relativamente al contrasto con il Regolamento comunitario 953/2021 come richiesto dall’ufficio legale, si procederà immediatamente ad adire il Consiglio di Stato”, queste le parole di Pacifico in merito alla decisione del Tribunale Amministrativo Regionale laziale.

Cosa ha deciso il Tar del Lazio al momento

 “Relativamente alla prospettata illegittimità degli impugnati provvedimenti nella parte in cui stabiliscono che i dipendenti privi di green pass qualora non si procurino il documento perdono anche il trattamento retributivo anche per le prestazioni espletate prima della sospensione, il danno prospettato è meramente patrimoniale e ristorabile integramente e, pertanto, certamente non può configurare quella situazione di estrema gravità ed urgenza tale da giustificare la sospensione per tale aspetto dei gravati provvedimenti”, questo lo spaccato della replica del Tar che ha bocciato la richiesta di urgenza di Anief.

In pratica, visto che si tratta “solo” di retribuzioni e dato che si possono sempre ottenere arretrati qualora i ricorrenti vedano accolto il ricorso, l’urgenza viene meno. Questo in sintesi il pensiero degli ermellini del Tar laziale.

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