Invalidità civile: la guida alla visita di revisione

Come funziona l’adempimento della revisione per la invalidità civile e cosa è cambiato nel 2022.
Domande e risposte invalidita

Per alcuni titolari di prestazioni per l’invalidità civile occorre adempiere all’obbligo della revisione periodica per poter continuare a percepire i benefici che queste prestazioni offrono.

L’Inps sottopone a visite periodiche gli invalidi che percepiscono il relativo assegno. Per non rischiare di vederselo sospeso o addirittura revocato, la revisione è obbligatoria. In latri termini, per continuare a fruire dell’assegno di invalidità bisogna presentarsi con cadenza periodica alle visite a cui si è convocati. Proprio su questo adempimento sono sopraggiunte alcune novità da parte dell’Inps con tanto di nota esplicativa sul sito dell’Istituto.  Ma come funziona l’adempimento e come fare nel 2022 sono argomenti da approfondire con questa dettagliata guida.

La visita di revisione per l’invalidità civile, come funziona

Ogni anno, ogni biennio o ogni tre anni, tutto dipende da cosa stabilisce la Commissione Medica Legale. Infatti i medici accertatori, facendo riferimento alle patologie a carico di ogni soggetto interessato, stabiliscono la cadenza di queste visite periodiche di revisione.

Va ricordato che la prestazione, almeno inizialmente, non è definitiva ed eterna. L’assegno ordinario di invalidità ha una durata massima. L’assegno, riconosciuto a causa di un’infermità, dura 3 anni al massimo e va rinnovato proprio per il tramite di queste visite di revisione. In pratica occorre dimostrare tramite visita medica presso le competenti commissioni prima citate, che la gravità delle patologie sia la stessa che ha dato diritto inizialmente all’approvazione dell’istanza. In linea generale alla terza conferma ogni tre anni l’assegno passa definitivo.

Semplificazioni arrivate da parte dell’Inps

Recentemente, sul sito ufficiale dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale italiano, è stato pubblicato un messaggio con cui si annunciano le novità che riguardano proprio l’argomento del nostro articolo, cioè la revisione periodica per le invalidità civili.

Si tratta del messaggio n°  926 del 25 febbraio 2022. In base a ciò che si legge, l’Inps introdotto alcune sostanziali novità in materia. Novità di procedura e di organizzazione di queste visite  di revisione per l’invalidità civile. E sembra che siano novità nate per consentire una discreta nuova semplificazione dell’adempimento.

Come sempre, si tratta di novità che hanno nel digitale e nel tecnologico i principi cardine. Il tutto a vantaggio degli interessati, sia dal punto di vista della velocità dell’adempimento, che del costo dell’adempimento stesso.

Cosa cambia per le visite di revisione

Resta come sempre in capo all’Inps l’onere di accertare sia la effettiva presenza di patologie che danno diritto a ricevere l’assegno ordinario di invalidità, che la loro permanenza per gli anni successivi. La convocazione a visita quindi, parte sempre dall’Inps e con debito anticipo. La nuova procedura di revisione si differenzia dalle precedenti ed è fatta in step. Il primo passaggio è quello della segnalazione di imminente convocazione a visita di revisione.  Per i beneficiari delle prestazioni collegate all’invalidità civile, almeno 120 giorni prima della data prestabilita per la visita, l’Inps invia una comunicazione.

Con questa comunicazione via posta ordinaria, oltre che segnalare la data di visita, si invita l’interessato o chi per lui, a provvedere a fornire alcuni documenti all’Inps. Infatti nella missiva c’è l’invito ad utilizzare il servizio telematico presente sul sito “Inps.it”, per l’invio della documentazione sanitaria.

Una netta semplificazione dal momento che chi ha le credenziali di accesso ai servizi telematici dell’Inps, può fornire con netto anticipo all’Istituto, alcune documentazioni che serviranno per confermare il diritto alla prestazione. Naturalmente la procedura è nell’area riservata dell’Istituto, quella denominata “My Inps”. Si può accedere come sempre con le credenziali Spid (Sistema Pubblico di Identità Digitale), con la CIE (Carta di Identità Elettronica) o con la CNS (Carta Nazionale dei Servizi).

I tempi tecnici così si dimezzano notevolmente

Ricapitolando, in prossimità della scadenza dei tre anni di fruizione della prestazione legata all’invalidità civile, l’Inps scrive ai diretti interessati. Almeno 4 mesi prima arriva la comunicazione dell’Inps con l’invito a fornire eventualmente la documentazione sanitaria prima di recarsi a visita. Tale documentazione deve pervenire almeno entro i 40 giorni dalla data di ricevimento della missiva dell’Inps.

Il notevole vantaggio di questa procedura così largamente anticipata, può essere anche la conferma d’ufficio e senza visita delle prestazioni. Infatti se la commissione accertatrice considererà buone le documentazioni inviate, e se le patologie sono così gravi ed evidenti dalla sola lettura della certificazione  sanitaria inviata, la visita potrebbe essere considerata, sempre dalla Commissione Medica, come inutile.

Solo se la documentazione è considerata insufficiente, occorrerà presentarsi alla visita medica per evitare la sospensione della prestazione o eventualmente, la sua revoca.

Invalidità civile: la convocazione a visita diretta

Quindi, se la documentazione non è ritenuta valida o sufficiente per approvare la conferma di ulteriori tre anni di prestazione, l’invalido, e quindi il diretto interessato alla procedura, è chiamato a visita.

In presenza di documentazione non idonea, o di mancata trasmissione di documentazione medica integrativa, gli interessati saranno convocati a visita diretta.

La convocazione può essere presso l’Unità Operativa Complessa (UOC) o l’Unità Operativa Semplice (UOS) . E presentarsi è assolutamente obbligatorio.

Queste Unità competenti per territorio, potrebbero convocare a visita l’invalido in una data non coincidente con la scadenza dei tre anni. La convocazione può essere prodotta tramite posta raccomandata con ricevuta di ritorno, ma anche tramite sms o telefonata. Tutto dipende dai dati che l’Inps ha a disposizione nella banca dati per quanto concerne i contatti che l’invalido ha rilasciato all’Istituto Previdenziale.

Cosa si rischia a non presentarsi alla visita e come comunicare impedimento

La mancata presentazione alla visita porta alla immediata sospensione della prestazione. Come sempre accade con le pratiche Inps, le sospensioni hanno una durata limitata. Anche in questo caso la mancata presenza ad una visita, porta alla sospensione dell’assegno di invalidità fino a visita effettuata. Ma se questa cade entro 90 gironi dalla comunicazione di avvenuta sospensione della prestazione. Decorso questo termine infatti si va incontro alla revoca della prestazione stessa.

SI rammenda che per impedimenti oggettivi, si può rinviare la visita. Infatti qualora non è possibile presentarsi  alla visita di revisione  alla data stabilita dall’Istituto di Previdenza Sociale, occorrerà fornire le giustifiche del caso. Vanno spedite con tanto di documentazione ufficiali, le giustificazioni relative al fatto che non si è potuto partecipare a visita. Se le motivazioni corredate dalle opportune documentazioni sono ritenute valide dall’Inps, si provvede immediatamente a nuova convocazione a visita.

Durante il periodo intercorrente tra la scadenza del triennio e la data di visita, se quest’ultima è successiva e non allineata con la precedente, l’interessato continuerà ad avere i diritti derivanti dalla prestazione stessa.

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