Iscro: l’ammortizzatore sociale per lavoratori autonomi, domande entro il 31 ottobre

pensioni in legge di Bilancio

Via libera dalla legge di Bilancio per l’Iscro, il nuovo ammortizzatore sociale per lavoratori autonomi. SI tratta di una autentica rivoluzione dal momento che mai prima d’ora era stato pensato un ammortizzatore sociale per le Partite Iva. L’Iscro, come è stato ribattezzato questa specie di cassa integrazione per lavoratori autonomi è proprio un ammortizzatore sociale che nasce come aiuto a delle categorie di lavoratori gravemente vessati dalla crisi Covid.

Iscro, cos’è?

Una vera e propria cassa integrazione per le Partite Iva, questo è l’Iscro, acronimo di Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa. La misura è nata con la Legge di Bilancio 2021e dovrebbe durare 6 mesi. In pratica, 6 mesi di sussidio fino ad 800 euro al mese per i lavoratori autonomi, professionisti esclusi.

L’Iscro è stato introdotto in via sperimentale e dovrebbe durare per 3 anni, cioè fino al 2023.

La misura si rivolge agli iscritti alla Gestione Separata che svolgono abitualmente attività di lavoro autonomo. Bisogna non essere pensionati e non essere fruitori del reddito di cittadinanza. Per poter rientrare nella misura occorre avere la partita Iva funzionante ed aperta da almeno 4 anni prima della presentazione della domanda per l’Iscro, che ricordiamo, dovrebbe poter essere presentata entro ilo 31 ottobre.

Il limite di reddito e il calo di fatturato

La misura segue gli altri aiuti concessi ai lavoratori autonomi in questi mesi di pandemia e quindi è collegato al calo di fatturato e di ricavi avuto a seguito della crisi economica collegata al Covid e al calo del proprio reddito. Infatti occorre dimostrare di aver avuto un reddito di lavoro autonomo inferiore al 50% della media dei redditi da lavoro autonomo dei tre anni precedenti quello in cui si presenterà la richiesta di Iscro. Resta anche il limite di 8.145 euro di reddito da non superare per poter presentare domanda. Altro fattore determinante è la regolarità contributiva.

L’indennità, richiedibile una sola volta nel triennio, sarà pari al 25% dell’ultimo reddito certificato dall’Agenzia delle Entrate. La decorrenza è fissata a partire dal primo giorno del mese successivo a quello in cui si produrrà domanda. L’importo massimo fruibile sarà pari ad 800 euro.