La Tunisia respinge cittadini italiani alla frontiera, ma è una prassi che riguarda molti cittadini europei

Da Palermo arrivano segnalazioni di italiani respinti alla frontiera tunisina e imbarcati sul primo battello di ritorno e rispediti a casa.
tunisia

La questione migratoria resta sempre al centro della discussione politica e non anche in questa fase dove il Covid resta l’argomento principale e la priorità di tutti. Ma è proprio l’emergenza Coronavirus che potrebbe essere alla base di ciò che sta succedendo da tempo sulle coste Tunisine. E non parliamo di profughi e migranti che dalle coste del Nord Africa puntano l’Italia, cosa che continua sempre in maniera rilevante e che è ipotizzabile, crescerà di livello con l’arrivo della bella stagione.

Parliamo infatti della rotta inversa, cioè con i cittadini italiani ed europei che vengono rispediti indietro senza troppi complimenti dalla dogana Tunisina nel momento che per lavoro, studio e qualsiasi esigenza, vanno in Tunisia.

Ne parla un eloquente articolo del quotidiano “Il Secolo d’Italia” che riporta testimonianze che cittadini italiani hanno rilasciato al sito “PalermoToday”.

La Tunisia respinge gli italiani

Sicuramente ci sarà da discutere circa il “modus operandi” dell’amministrazione di Tunisi che da un lato chiede l’apertura dei porti italiani ed europei in genere, in materia ricevimento dei migranti che dalle sue coste partono per l’Europa e soprattutto per l’Italia vista la vicinanza delle due coste, mentre dall’altra è rigida per gli arrivi sul suo territorio.

“Si susseguono ormai da settimane i respingimenti di cittadini europei, alcuni dei quali italiani, partiti dal porto di Palermo, alla frontiera tunisina. In molti casi senza motivazioni valide spiegate ai malcapitati. Forse dovremmo prendere esempio da loro. Uno studente palermitano Erasmus, in regola con i permessi, a Tunisi è rimasto bloccato per ben 12 ore alla dogana. La dogana tunisina l’ha rimpatriato col primo traghetto e rispedito in Italia”, questo ciò che riporta il Consigliere Comunale di Palermo Igor Gelarda.

La testimonianza del nostro studente è solo l’ennesimo caso perché pare che nell’ultimo mese i respingimenti siano stati molteplici  ed hanno interessato sia italiani che europei ed in alcuni casi latino americani. Ciò che fa specie è che per esempio, numerose persone sbarcate sulle coste tunisine dalla nave Catania, sono stati rispediti indietro alla frontiera della Tunisia, ma senza alcun documento che certifichi le ragioni di questo respingimento.

E in Tunisia non si guarda in faccia a nessuno, perché sempre alcune testimonianze sottolineano come anche una cittadina con doppio passaporto italiano e tunisino, per giunta in dolce attesa, è stata bloccata alla frontiera con il suo compagno italiano.

Alcune testimonianze dalla frontiera della Tunisia

 “Pretendevano pagassi 4 mesi di hotel anticipati, avevo tutto in regola, un tampone negativo fatto nelle ultime 72 ore e le carte necessarie per il mio soggiorno. Niente, non c’è stato verso”, queste le parole del nostro studente respinto che la dice lunga sulla mancanza di chiarezza da parte della frontiera tunisina e della durezza dei loro modi.

“C’erano due olandesi dei quali si è saputo dopo che erano ospiti del governo tunisino e un argentino al quale è stato chiesto quanti soldi avesse addosso. A me hanno fatto storie perché, nonostante i contratti firmati con le due università, non avevo ancora la registrazione del contratto dell’appartamento che avrei condiviso con altri studenti. Ho detto ai poliziotti che avrei potuto fare una prenotazione in albergo ma pretendevano che la facessi per 4 mesi nonostante avessi già casa”, così lo studente ha messo in luce i modi usati alla frontiera del Paese Nordafricano, dal quale lo stesso studente è stato rispedito a casa con il primo battello utile a fare il viaggio di ritorno.

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