La voce delle badanti, tra razzismo e pregiudizi, il 2 aprile presentazione e diretta Facebook

Presentazione del libro di Sara Manzoli su uno spaccato della società spesso dimenticato.
badanti

Appuntamento per domani 2 aprile per la presentazione di un nuovo libro che  approfondisce il mondo delle badanti (e delle lavoratrici domestiche) con qualcosa di diverso dal solito, cioè dando voce alle lavoratrici. Si tratta di una opera dell’autrice Sara Manzoli che si chiama “Mi devi credere! Cantiere di socioanalisi narrativa svolto con un gruppo di badanti”. 

La presentazione sarà in rete, su Facebook. Tematiche affrontate e approfondite dalle dirette interessate che vanno dalla lontananza dagli affetti ai pregiudizi sul luogo di lavoro e fino al razzismo. 

Testimonianze dirette delle badanti

Il libro di Sara Manzoli sarà presentato, naturalmente in rete, domani 2 aprile. Iniziativa nata in collaborazione con “La Tenda del Comune”.

Un’opera che per la prima volta apre le porte al vissuto delle badanti da una angolazione forse mai prima d’ora utilizzata, quella delle stesse lavoratrici.

Di cosa tratta il libro

In calendario per domani alle 18 la presentazione del libro della Manzoli nel consueto “Diaologo con l’autore” a cura dell’associazione “L’Asino che vola”.

In collegamento streaming sulla pagina Facebook dell’associazione l’Asinino che vola, oltre a Sara Manzoli, autrice del libro, anche l’assessore alle politiche sociali del Comune, Roberta Pinelli e il ricercatore Luca Negrogno.

L’incontro sarà  condiviso sui canali social della Tenda, che continua con le sue iniziative sulla programmazione in digitale vista l’emergenza Covid che non consente incontri dal vivo.

Cosa ha detto l’autrice

“Si stima che in Italia siano circa due milioni le badanti (di cui nemmeno la metà regolari), in maggioranza donne provenienti da altri Paesi, in particolare dall’Est europeo. Figure professionali senza voce  definite spregiativamente badanti, esposte e vulnerabili tra sfruttamento e ipocrisia. Il libro apre una finestra sul loro mondo e restituisce loro voce. Utilizzando gli strumenti della socioanalisi narrativa emergono i dispositivi propri del rapporto asimmetrico tra le famiglie datrici di lavoro e le donne che si prendono cura degli anziani. L’esplorazione socioanalitica svela le problematiche relative alla salute, fisica e psichica, di queste persone che hanno affrontato lunghi e costosi viaggi migratori e hanno dovuto separarsi dai loro affetti, per scontrarsi spesso con pregiudizi e razzismo”, questa la prefazione sul libro che apre agli argomenti trattati dall’opera stessa.

Quando tornerò, l’opera di Marco Balzano sulle lavoratrici dell’Est

Che sia uno spaccato della società di cui poco si parla è evidente dal momento che per esempio, le badanti come le colf sono di fatto state escluse da provvedimenti degni di nota come aiuto alla crisi Covid. E il mondo lavorativo e sociale in cui operano spesso le emargina .

Soprattutto, non si tiene in considerazione il fatto che si tratta spesso di ragazze e donne che provenienti dall’Est Europa lasciano a casa figli, mariti, genitori e tutti i loro affetti.

“Quando tornerò” è un nuovo libro dell’autore Marco Balzano, un romanzo in cui affrontano le problematiche  delle  badanti dell’Est.

“Mi capita spesso di domandarmi cosa pensino, ma soprattutto cosa portino nel cuore le badanti che vengono dall’Est. Anche da altre parti, ma soprattutto dall’Est, qualche volta a poche ore di pullman di distanza, poche, eppure tantissime, infinitamente gravose per molte di loro: lo spazio della lontananza, di un distacco doloroso, di un abbandono necessario ma triste”, questa la presentazione del romanzo che la dice lunga sugli argomenti trattati.

“Come pensano ai loro figli lasciati lì? Quando li rivedranno, cosa pensano davvero dei bambini che accudiscono qui, sottraendo tempo, attenzione, affetto a chi sta lontano, abbandonato?”, queste le domande a cui l’autore cerca di dare risposta con il suo libro edito da Einaudi con cui cerca di fare esercizio di empatia per capire stato d’animo e solidarietà a chi ha dovuto allontanarsi da casa per lavorare.

Un romanzo che cerca di avvicinare i lettori al mondo sommerso delle badanti, delle baby sitter e delle colf, che non riescono ad abbracciare i loro figli da mesi o da anni e che magari li vedono raramente tramite smartphone tra pochi sorrisi e molte lacrime.

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