Lavoro mentre si prende il Reddito di cittadinanza, ecco cosa bisogna fare

Non ci sono incompatibilità fisse a lavorare mentre si percepisce lo stesso il sussidio, ma occorre non superare determinate soglie
Reddito di cittadinanza 2022

Il Reddito di cittadinanza è la misura di contrasto alla povertà introdotta dal primo governo Conte. Si tratta di una misura che è rivolta a soggetti con redditi bassi, magari senza lavoro e con determinate problematiche prossime alla povertà.

La misura oltre ad essere assistenziale nel vero senso della parola, dal momento che si tratta di un sostegno reddituale, ha al suo interno anche misure di politiche attive sul lavoro. Infatti oltre al mero sussidio, la misura prevede la partecipazione ad iniziative dei Centri per l’Impiego, tanto di riqualificazione lavorativa che di vera e propria ricerca di lavoro e di reinserimento nel tessuto lavorativo e sociale.

Ma se si trova lavoro, cosa accade al sussidio? Una domanda questa, molto di attualità, soprattutto alla luce del fatto che corre voce che proprio per via del sussidio, molte attività lavorative vengono snobbate dai beneficiari del RDC con conseguente problema di scarsità di manodopera per gli operatori.

Il Reddito di cittadinanza però, è cumulabile con i redditi da lavoro a condizione che  non vengano superate determinate soglie fissate dalla legge.

Attività lavorativa e Reddito di cittadinanza, la comunicazione all’Inps

Beneficiare del Reddito di cittadinanza non vuol dire che non si deve lavorare a 360 gradi. Infatti la fruizione del sussidio non è incompatibile con il reddito da lavoro, o almeno non lo è del tutto. Infatti, rispettando determinate condizioni,  si può lavorare e beneficiare del sussidio. Lo dimostra anche il fatto che nel momento in cui si diventa beneficiari del sussidio, tutti i soggetti attivabili al lavoro della famiglia del beneficiario, devono sottoscrivere, presso il Centro per l’Impiego, il patto per il lavoro. Si tratta del patto che obbliga i soggetti interessati  “ a partecipare attivamente alle iniziative di formazione e riqualificazione professionale che gli vengono proposte e di accettare proposte di lavoro congrue”.

Il beneficiario che trova lavoro durante il periodo di fruizione del sussidio, è assoggettato all’obbligo di darne comunicazione all’Inps, che è l’ente erogatore del benefit.  Occorre al riguardo utilizzare il modello SR181-Esteso che deve essere trasmesso all’istituto previdenziale tramite Patronato,  entro 30 giorni dalla sopraggiunta assunzione.

Il sussidio non si perde sempre, lavorando

La revoca del reddito di cittadinanza non è un istituto fisso, nel senso che non è automatico non appena si inizia a lavorare. Tutto dipende dalla tipologia di lavoro trovato e soprattutto dall’entità dell’eventuale nuovo stipendio. Va verificato quindi, ‘ammontare del nuovo reddito percepito con la nuova occupazione. Il reddito di cittadinanza prevede un reddito complessivo familiare non superiore a 6.000 euro annui moltiplicato per la scala di equivalenza ed elevato a 9.360 euro qualora il nucleo familiare risieda in un immobile in locazione. Sono questi i limiti da non superare con il reddito della nuova occupazione per non rischiare di perdere il beneficio.

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