Locali pubblici: ecco la guida al Green Pass, come si deve comportare il titolare o il personale

Le regole del Green Pass nei ristoranti e al bar e cosa devono fare i gestori.
ristorante

L’argomento del momento è senza dubbio il Green Pass. Parliamo della carta verde con cui si è deciso di contrastare la diffusione del Coronavirus che in questi giorni sta aumentando probabilmente per la variante Delta. Il governo con il Green Pass, anche se non lo si dirà mai, vuole spingere la campagna di vaccinazione, anche se occorre fare un distinguo tra Green Pass e vaccinazione obbligatoria.
Il Green Pass infatti, non prevede l’obbligo vaccinale, perché lo si può ottenere, anche se con durata di validità inferiore, anche con il tampone negativo o non appena guariti da Covid.
Al centro delle discussioni politiche e mediatiche di questo scorcio estivo c’è l’adozione del Green Pass, ma soprattutto le tante, troppe contraddizioni sull’utilizzo. Come per le quarantene, i lockdown e le limitazioni, anche con il Green Pass sono stati i ristornati, i bar, i cinema e le attività ricettive e di intrattenimento in genere a finire nel calderone delle misure restrittive.
Nessun Green Pass al momento è chiesto per i mezzi di trasporto pubblici per esempio, oppure per le funzioni religiose in chiesa. E nemmeno per i centri commerciali dove comunemente, le persone si riversano come e più che al ristorante.
Ristoranti e bar dicevamo, cioè le strutture dove per l’ennesima volta occorrerà fare i conti con nuove misure e nuovi compiti per gestori e personale.
Dal 6 agosto obbligatorio il Green Pass, ma con regole particolari e tutte da capire. È stata la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro a fornire un vademecum di 15 pagine per capire il funzionamento di questo Green Pass, soprattutto dal punto di vista operativo per chi dal 6 agosto sarà alle prese con l’ennesima tornata di regole particolari e per certi versi assurde.

Green Pass bar e ristoranti, le regole


Erano i periodi delle zone rosse, arancioni e gialle, con bar e ristoranti che a corrente alternata potevano aprire, chiudere, fare solo asporto, solo consegne a domicilio o ricevere commensali a tavolo se all’aperto, in misura limitata al chiuso, oppure nemmeno questo.
Una miriade di norme e regole di comportamento che c’era davvero da perderci la testa e la ragione. E adesso c’è il concreto rischio che sul Green Pass si faccia lo stesso. Anche perché sia per le zone colorate che adesso per il Green Pass, sono i ristoratori e i gestori dei locali a finire nel mirino di sanzioni e multe pesantissime.
Con le zone colorate si arrivò al punto che nei bar era vietato il bancone, nel senso che per consumare un caffè occorreva sedersi al tavolo. Adesso dal 6 agosto succede l’opposto. Se hai il Green Pass ti puoi sedere al tavolo, se invece sei potenzialmente pericoloso non essendo vaccinato o tamponato, solo al bancone puoi stare.
E nel frattempo hanno costretto le attività a divisori di plexiglass, a pedane e strutture per tavolini all’aperto, regole di igiene e sanificazione e chi più ne ha più ne metta.


Perché non rendere obbligatorio il vaccino?

Il Green Pass sarà argomento centrale per tutta la restante parte dell’estate e forse anche in futuro. Il tutto per evitare la vaccinazione obbligatoria che pure la Costituzione permetterebbe visto lo stato di emergenza prorogato a fine anno. Ma il vaccino obbligatorio deve essere testato e questo ancora non lo è, anzi, si sta testando adesso pare. E allora si passa al piano che premia chi si vaccina, discriminando chi non lo fa. Ma se da un lato si incentiva la vaccinazione, gioco forza si penalizzano le attività ricettive. La clientela gioco forza si riduce, perché chi non ha il vaccino probabilmente eviterà il bar o il ristorante, a meno che non si sobbarchi il fastidio ed il costo di un tampone ogni volta che ha voglia di mangiare una pizza fuori casa.
Ed anche un vaccinato, per uscire con la sua famiglia, a mangiare la pizza, deve avere anche i figli sopra i 12 anni con il Green Pass, sennò al tavolino al chiuso non si può. E se si estende il discorso agli alberghi e simili, ancora peggio, perché se è vero che per salvaguardare le prenotazioni, dal 6 agosto il Green Pass non scatterà per queste strutture, le disdette sono già tante. Ci sono paesi vicini, competitor in fato di turismo, dove la carta verde non è obbligatoria per le attività di svago. E allora è facile che queste disdette siano dovute al cambio di meta dei turisti.
In questa evidente anomalia e criticità che viene imposta ad uno spaccato importante della società, ci sono le procedure operative a cui gli esercenti saranno chiamati a rispondere.
Al momento, dal 6 agosto, nei pubblici esercizi alla porta di ingresso il gestore dovrà controllare l’avventore, in modo tale da verificare il possesso e la veridicità del Green Pass. Carta verde che al momento pare non essere necessaria per i titolari, i dipendenti, i fornitori e i collaboratori del ristorante o del bar.


Multe e pericoli per gli esercenti

Dal 6 agosto quindi, il Green Pass sarà obbligatorio per i servizi per la ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per consumo al tavolo al chiuso. In zona bianca si dovrà presentare il Green pass se si vuole andare al ristorante al chiuso e negli altri locali come bar, pub, pasticcerie e gelaterie e sedersi al tavolo. Non sarà necessario il Green pass per chi sta all’aperto o per le consumazioni al bancone.
I titolari e i gestori delle attività sono tenuti a verificare che l’accesso avvenga con Green Pass. In caso di violazione la sanzione va da 400 euro a 1.000 euro. Multa questa a carico sia del cliente che dell’esercente. In caso di recidiva, cioè quando si arriva a tre infrazioni in tre giornate differenti, la sanzione potrebbe essere accompagnata dalla chiusura dell’esercizio per un periodo da 1 a 10 giorni.
La verifica va effettuata mediante la lettura del QR-code, munendosi di specifica applicazione per smartphone, ovvero l’App “VerificaC19”. Scansionando il codice il gestore dell’attività potrà controllare l’autenticità, la validità e l’integrità della certificazione, senza informazioni aggiuntive e sensibili per la Privacy, cioè senza informazioni che spieghino come è stato rilasciato il Green Pass. Naturalmente all’ingresso oltre al codice da scansionare occorrerà chiedere un documento di riconoscimento all’avventore.
Non tutto il personale potrà essere adibito a controllo dei Green Pass. Infatti il titolare dovrà nominare i soggetti adibiti a questa mansione, per i quali non è da escludere che verranno previsti corsi e programmi di formazione al compito stesso.

📰 Segui Pensioni&Fisco su Google News, selezionaci tra i preferiti cliccando in alto la stellina
Total
41
Shares
Potrebbe interessarti: