L’orologio dell’Apocalisse è fermo a 100 minuti dalla fine della specie umana

Mai stati così vicini alla fine della specie umana: lo dice l’orologio dell’Apocalisse.
orologio apocalisse

L’orologio dell’Apocalisse, il Domsday clock, è fermo a causa della pandemia di COVID ma questa non è affatto una buona notizia. L’orologio in questione compie 75 anni nel 2022 e fissa ogni anno quanto la specie umana è vicina alla mezzanotte, ovvero all’autodistruzione della specie umana.

Ma per il terzo anno consecutivo alla mezzanotte ci separano 100 secondi e l’anno appena passato non ci ha certamente aiutato ad invertire la rotta. Ma perchè siamo così vicini all’autodistruzione? Armi nucleari, cambiamento climatico, pandemia di COVID 19, disinformazione dilagante che mina il processo decisionale razionale.

Ma cos’è l’orologio dell’Apocalisse?

Inventato nel 1947 dal Bulletin of the Atomic Scientists allo scopo di sensibilizzare le persone, ogni anno l’orologio indica quanto tempo ci allontana dalla mezzanotte, ovvero la fine della specie umana.

Non si tratta di una bufala in quanto il domsday clock poggia su solide basi scientifiche. Nel 1947 l’orologio segnava 7 minuti alle mezzanotte, ma nel corso dei 75 anni successivi le lancette si sono sempre dirette verso l’ora del giudizio fino a raggiungere il minimo storico del 2020, 100 minuti alla mezzanotte.

Anche se non si sono avvinate alla mezzanotte, le lancette da allora non sono neanche tornate indietro lasciandoci bloccati in un momento pericoloso senza stabilità e senza sicurezza. Le minacce dietro le quale si celano i 100 minuti alla fine della specie sono da ritrovarsi negli attacchi alla sicurezza globale e nei delicati rapporti tra le potenze mondiali che via via si fanno più precari. L’orologio non è bloccato perché ci sono segnali positivi, ma è fermo a causa prove di azione o in questo caso inazione: i segnali di nuove corse agli armamenti sono evidenti“, dice Scott D. Sagan.

Ma non solo. A questo aggiungiamo i cambiamenti climatici e la mancanza di politiche che li contrastino in modo radicale. Ma anche il fatto che i Paesi maggiormente ricchi dovrebbe fornire sostegno a quelli in via di sviluppo sempre in azione clima. Cosa che non accade. E rimaniamo blocca a 100 secondi dalla mezzanotte, in un precario equilibrio tra la fine della specie umana e il ritorno indietro di qualche secondo, cosa che, in questo momento, ci farrebbe tirare un sospiro di sollievo.

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