Mantenimento: arriva il fondo che paga al posto dei coniugi in crisi per il Covid

Nel Decreto Sostegno un bonus por i coniugi alle prese con i problemi relativi al mantenimento per figli o ec coniuge.
assegno di mantenimento

Pagare il mantenimento all’ex coniuge o ai figli mai come in questa fase della vita in Italia è diventato problematico per molti. La perdita del lavoro, la riduzione delle attività lavorative o la sospensione, con la cassa integrazione che stenta ad arrivare e pure se arriva è inferiore allo stipendio, oppure con attività di lavoro autonomo che sono messe alle corde dai provvedimenti di chiusura del governo, sono problemi seri.

E si tratta di problemi che per forza di cose impattano anche in situazioni di famiglie divise, con uno dei coniugi che deve continuare a versare il mantenimento all’ex o ai figli, nonostante la crisi e il calo di reddito inevitabile di questi tempi.

Nel decreto Sostegni che adesso è arrivato alla fase degli emendamenti,  c’è però una soluzione, perché in base a ciò che si legge in una proposta di correzione del decreto di emergenza, potrebbe nascere un fondo ad hoc che si sostituirebbe nel pagamento dell’assegno di mantenimento.

Fino ad 800 euro dal fondo

I separati o divorziati che devono versare il mantenimento all’ex coniuge o ai figli e che hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività lavorativa, potranno presto avere una tutela inimmaginabile fino ad oggi. Infatti essendo in evidente difficoltà nel sostenere le spese inerenti il mantenimento che il giudice ha imposto loro di erogare all’altra parte, il governo sta per introdurre una misura che li sostenga.

Si tratta di un fondo che si andrà a sostituire in tutto al coniuge che deve pagare il mantenimento, erogando fino ad 800 euro al suo posto all’ex coniuge o ai figli.

Il fondo è stato pensato da un emendamento al decreto Sostegni (quello già approvato e non quello Bis che è ancora alla stadio di bozza), che presto approderà in Senato per essere valutato.

Cosa si da di questo nuovo fondo

In base alla proposta, la misura verrebbe finanziata con 10 milioni di euro, a dimostrazione del fatto che i problemi di questo genere sono largamente diffusi. Non si sanno ancora le procedure operative o il meccanismo con cui il fondo verrà utilizzato. Siamo ancora nel campo delle ipotesi dal momento che come prassi, anche se il Parlamento darà il suo via libera, occorrerà il relativo decreto attuativo da emanare entro 60 giorni dall’entrata in vigore della misura.

E sarà nel decreto che verranno illustrati i criteri di accesso e le modalità di erogazione dei contributi. L’emendamento è a cura della Lega ed ha già avuto l’approvazione trasversale di tutta la politica in Commissione Bilancio.

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