Mascherine FFP2: l’esito del test sul lavaggio

Prove di lavaggio sono state eseguite su vari modelli di mascherine FFP2, per conoscerne il livello di protezione e compararlo con le nuove. L’esito del test.
Coronavirus

L’obbligo di utilizzo delle mascherine previsto dalle misure restrittive vigenti nella lotta contro la diffusione del Covid-19 persiste e continuerà ancora per molti mesi. Le più usate sono le mascherine FFP2 e stante un test condotto dalla rivista dei consumatori francesi Que Chosir su quattro modelli, esse risultato essere efficaci nella loro funzione di protezione dopo dieci lavaggi in lavatrice.

L’esito di tale test è stato rilevato da altri condotti in Francia e In Italia sulle mascherine chirurgiche. La rivista francese si è occupata di verificare la traspirabilità e le prestazioni di filtrazione di tre mascherine FFP2 e una maschera equivalente prodotta in Cina.

Il lavaggio

Le prove effettuate su modelli nuovi ma anche sulle mascherine sottoposto a dieci lavaggi a 60°, temperatura minima necessaria per distrugge la carica virale del coronavirus, con successiva asciugatura eseguita tramite un’asciugatrice, hanno dato esito analogo. Questo risultato può essere omologato per quasi tutte le mascherine FFP2 acquistabili dal consumatore, nel rispetto degli standard previsti.

Le suddette maschere FFP2 proteggono le vie respiratorie dalle goccioline ma anche dalle particelle sospese nell’aria, così come le mascherine chirurgiche. Molto efficace la filtrazione sia per le nuove che per quelle sottoposte ai dieci lavaggi con successiva asciugatura.

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L’importanza del test

Il risultato scaturito dal test eseguito dalla rivista francese costituisce un’ottima notizia per gli utilizzatori di mascherine FFP2, in quanto risparmiano su una spesa che è di circa 1-2 euro al pezzo. Dopo molti lavaggi si deve osservare attentamente il loro stato, per esempio l’usura degli elastici, tracce residue e presenza di ruggine sui naselli, nonché la deformazione della parte frontale, il tutto mette a rischio l’efficacia del dispositivo di sicurezza.

Le prove effettuate sono rivolte al pubblico, quindi, non è stato considerato l’uso professionale delle maschere FFP2. Questo, perché in ambiente medico la carica virale è solitamente elevata ed è richiesta frequentemente, la disinfezione.

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