Ori olimpionici: il gigante che non c’è, l’Unione europea

Olimpiadi

La classifica degli ori, al momento, è guidata dalla Cina, seguita da Usa e Giappone. L’Italia è al nono posto con 8 medaglie gialle.
Se l’Unione Europea fosse, per esempio, Stati Uniti d‘Europa, stravolgerebbe la classifica balzando al primo posto con 71 ori e la Cina passerebbe al secondo posto coi suoi 34. Un gigante!


Eppure l’unione economica del nostro continente è una realtà. Non lo è quella sanitaria, come stiamo sperimentando con la pandemia covid (anche se senza Ue saremmo in alto mare sanitario ed economico). E soprattutto non è realtà l’unione politico-istituzionale al pari di qualunque altro Stato sovrano di quelli che, per esempio, siedono alle Nazioni Unite (ora l’Ue all’Onu ha un seggio come osservatore permanente). E non è realtà, ovviamente, l’unione sportiva … che se qualcuno potrebbe considerare fattibile anche allo stato attuale dell’Unione, non potrebbe essere altrimenti in caso di unione politico-istituzionale: un esecutivo espressione del Parlamento (e non degli Stati come ora) e quindi di nomina elettorale.


Forse il medagliere dei giochi olimpici potrebbe essere di stimolo per i federalisti dubbiosi e di maggiore sprone per quelli convinti. Vantaggi anche per quell’entusiasmo che accomuna un Paese quando vince in una competizione sportiva. Nel nostro caso sarebbe l’entusiasmo per per la nazione Stati Uniti d’Europa.

COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC
Associazione per i diritti degli utenti e consumatori

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