Partite Iva, nuovi contributi a fondo perduto, tutto automatico o dietro domanda? Date e pagamenti

Il decreto Sostegni bis ha riservato per 1,8 mln di partite Iva nuovi indennizzi a fondo perduto
Decreto Sostegni bis: bloccato dal ministro Orlando

Dal decreto Sostegni Bis nuovi aiuti alle Partite Iva e quindi nuova tornata di pagamenti a fondo perduto. E pare che le disposizioni di pagamento sono già scattate, perché molti degli interessati riceveranno quanto spettante, in perfetta automaticità rispetto al precedente bonus. Nessuna domanda servirà e pagamenti preso in banca per chi ha indicato le sue coordinate bancarie.

Decreto Sostegni bis, in automatico il bonus alle Partite Iva, ma non a tutti

In favore degli operatori economici colpiti dall’emergenza sanitaria ed economica del Covid, anche il decreto Sostegni non è stato avaro di benefit. Infatti è stato previsto un nuovo contributo a fondo perduto dopo il primo previsto dal decreto Sostegni uno.

Per chi ha già presentato domanda precedentemente per la prima tornata degli aiuti, ed ha ricevuto il contributo, senza che poi sia arrivata comunicazione di non spettanza con tanto di obbligo a restituire il tutto, non ci sarà bisogno di nuova istanza.

Gli accrediti che in questi giorni sono partiti, arriveranno direttamente sui conti correnti degli operatori economici con Partita Iva  che avevano richiesto e ricevuto l’aiuto previsto dal primo decreto Sostegni.

Dal momento che l’erogazione materiale del contributo a fondo perduto è solo una delle vie per ottenere il beneficio previsto, se l’interessato vuole può ripresentare domanda variando il metodo di fruizione. Infatti l’utente interessato può anche optare per il credito di imposta, andando a scontare il benefit sulle imposte da pagare. Questo come detto in alternativa al fondo perduto.

Nuova domanda, chi deve presentarla?

A dire il vero il nuovo contributo a fondo perduto ha leggermente cambiato aspetto rispetto al precedente del primo decreto Sostegni. Infatti il periodo di osservazione per calcolare il calo di corrispettivi e fatturato va da aprile 2020 ad aprile 2021, rispetto al periodo intercorrente tra aprile 2019 e marzo 2020.

Chi vuole può presentare domanda per verificare se, visto il cambio di periodo in cui verificare il calo di fatturato (nel primo decreto Sostegni il periodo era l’anno 2020 rispetto all’anno 2019), il contributo spettante è maggiore. In questo caso, al contribuente spetterebbe anche l’arretrato della prima domanda, cioè la differenza tra il bonus preso con il primo decreto Sostegni e il bonus preso con il secondo. Se invece il nuovo bonus è inferiore al precedente, la nuova domanda verrebbe cestinata automaticamente dalle Entrate e l’interessato percepirebbe lo stesso identico benefit preso con il primo decreto.

Naturalmente l’obbligo di presentare domanda è in capo esclusivamente a coloro che anche se hanno i requisiti, per un qualsiasi motivo non hanno prodotto istanza con il primo decreto Sostegni.

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