Pena di morte: pro e contro dell’irrevocabile condanna

La pena di morte può essere considerata come un deterrente a commettere crimini violenti e omicidi? Vediamo una carrellata di pro e contro.
Pena di morte: pro e contro dell'irrevocabile condanna

Cos’è una punizione esemplare? La punizione esemplare, conosciuta anche come pena di morte o pena capitale, è l’esecuzione di un delinquente che è stato condannato dalla giustizia. Questa pena viene applicata come sanzione penale nei casi del cosiddetto “delitto capitale”, ovvero  in quelli più gravi.

La pena di morte è stata abolita o non è applicata nella maggioranza degli stati del mondo, mentre è ancora in vigore in altri come per esempio la Cina, la Bielorussia, l’India, il Giappone, la Corea del Nord, l’Iran e gli Stati Uniti d’America.

Con un totale di 54 paesi che aderiscono la pena di morte, solo 12 possono definirsi tali, poichè tutti i restanti non compiono una esecuzione da oltre 10 anni.

La pena di morte non serve a nulla

Alcune persone pensano che la pena di morte l’unico strumento  efficace che  scoraggia   la criminalità; altre sostengono che la stessa non ha alcun tipo di influenza sul tasso di criminalità, tuttavia è difficile stabilire se la pena di morte sia un deterrente, nel senso che la sua previsione da parte della legge renda meno probabili i crimini puniti con essa. È un problema di livello sociale  del diritto, per risolvere il quale ci vorrebbero studi che non si basino su sentenza già fatte

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L’irreparabilità dell’errore giudiziario

l’applicazione di una pena  per errore giudiziario causa sempre un danno più o meno irreparabile.

Questa è solo una questione di grado. Se metti in prigione una persona innocente e trovi un errore prima che egli finisca la sua condanna, puoi liberarla e dargli una somma di denaro per risarcirlo della  vita che gli ho negato.

Tuttavia,  si tratta appunto di un risarcimento, non di una riparazione. Forse la persona coinvolta è completamente cambiata, potrebbe aver perso occasioni di felicità che sicuramente non torneranno indietro.

Lo Stato non può uccidere

Uno Stato che uccide si porrebbe sullo stesso livello degli assassini, vero? Infliggere pene spetta allo Stato e solo ad esso . Questo vale per la reclusione in carcere come per la morte. Se lo Stato non ha i diritti morali per sopprimere l’assassino, non avrà nemmeno il diritto di imprigionare i rapitori.

Ma è veramente una pena giusta?

La pena di morte, senza ombra di dubbio viola in ogni modo possibile i diritti umani, infatti, La Dichiarazione universale dei diritti umani chiede l’abolizione della pena di morte, riconoscendo il diritto alla vita anche quando si parla di un pluricida.

È una punizione crudele e disumana

La dichiarazione universali dei diritti umani, infatti, non trova giustificazione a nessun tipo di tortura o punizione esemplare, ribattendo alla legge sulla pena di morte con: “la sofferenza fisica causata dall’azione di uccidere un essere umano non può essere quantificata, ne può esserlo la sofferenza causata dalla previsione della morte che verrà per mano dello stato”

Non è stato mai dimostrato il suo valore deterrente

Una persona che compie un omicidio, sicuramente non avrà come primo pensiero, quello di pensare razionalmente alle conseguenze di esso.

Spesso gli omicidi avvengono per emozioni contrastanti, o sotto effetto di alcol/droghe, o semplicemente per sicario.

Nessuno studio ha difatti dimostrato che nei paesi con la pena di morte,  sia calato il tasso di criminalità.

 È sinonimo di discriminazione e repressione

Oltre a violare quasi tutti i diritti umano, la pena di morte potrebbe essere definito uno strumento di discriminazioni, poichè le famiglie svantaggiate economicamente, avranno categoricamente meno possibilità di vincere il processo e quindi, una probabilità di morire più alta.

Un errore giudiziario può uccidere un innocente

Possiamo inoltre, dire che oltre a violare tutti i diritti umani e a portare un tipo di discriminazione, la pena di morte può essere uno strumento a doppio taglio.

Basta poco, un errore da parte dell’avvocato, false testimonianze irregolarità che possono essere commesse dalle forze dell’ordine ecc..

In America infatti, un quinto dei condannati a morte, di circa 500 persone sono innocenti, la quale innocenza viene riconosciuta dopo il processo, quindi, dopo l’esecuzione.

Uno stato che condanna a morte i propri cittadini?

La pena di morte, senza ombra di dubbio è uno strumento che collega lo stato che la pratica ad una cultura violenta.

Inoltre, lo stato che aggiudica la pena di morte ad un cittadino si mette sullo stesso livello dell’assassino senza dover neanche spiegare il perchè.

Inoltre, non si parla di ergastoli, ma si parla della propria vita..

Un errore giudiziario può portarti ad anni di galera, ma finita essa puoi continuare a vivere, fare un errore con la pena di morte, porta la irrimediabilità di essa.

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