Pensione 2021: come recuperare contributi arretrati per quota 100

Per chi ha compiuto i 62 anni nel 2021 appare determinante riuscire a raggiungere i 38 anni di contributi che permettono l’accesso alla quota 100. Ecco perchè.
pensione quindicenni

Entro il 31 dicembre 2021 diventa determinante raggiungere i 38 anni di contributi versati per chi entro la stessa data ha compiuto i 62 anni. Raggiungendo anche il requisito contributivo, infatti, è possibile cristallizzare il diritto per accedere alla quota 100 anche negli anni successivi al 2021.

Recuperare contributi arretrati

Ovviamente chi non riesce, con i contributi da lavoro, a raggiungere il fatidico requisito contributivo dovrà cercare, per non perdere la possibilità del pensionamento con la quota 100, di recuperare contributi arretrati non valorizzati.

Perchè risulta così determinante aggiudicarsi l’accesso alla pensione con la quota 100? Alla scadenza della misura non si sa ancora bene cosa accadrà: da una parte lo spauracchio del ritorno della legge Fornero e basta e questo significherebbe dover attendere per il pensionamento 5 anni in più. Dall’altra parte, ovviamente, potrebbe esserci anche la possibilità che venga introdotta una nuova misura flessibile (o addirittura prorogata la quota 100, anche se appare assai improbabile che accada) che, per forza di cose, dovrà prevedere penalizzazioni.

Per assicurarsi, quindi, il pensionamento a 62 anni senza penalizzazioni è necessario prendere in considerazione tutti i periodi non lavorati della propria vita adulta.

Come si recuperano contributi per la quota 100?

Gli uomini possono riscattare gratuitamente il periodo del servizio militare obbligatorio che fornirebbe loro circa 12 mesi di contributi figurativi da aggiungere alla propria anzianità contributiva.

Le donne, invece, possono riscattare, sempre gratuitamente, eventuali gravidanze intervenute al di fuori del rapporto di lavoro per le quali spetterebbero 5 mesi di contribuzione figurativa per ogni gravidanza fuori del rapporto di lavoro.

E’ possibile, poi, riscattare diversi periodi onerosamente: ad esempio sono riscattabili i periodi di studio universitario che hanno portato al conseguimento della laurea con il riscatto laurea. Ma è possibile riscattare anche i periodi di buchi contributivi, successivi al 1996, che si trovano tra un contratto di lavoro a termine e l’altro.

Si possono, inoltre, riscattare onerosamente i periodi per i quali vi è stata omissione contributiva  e che sono caduti in prescrizione: non essendoci altro modo per recuperarli è possibile, quindi, pagarne il riscatto.

Il riscatto dei contributi è possibile anche per quei periodi in cui si è lavorato e non vi era obbligo della contribuzione (accadeva, in passato, per le partite  Iva, ad esempio o nel caso di lavoro come coadiuvante familiare nell’impresa agricola di famiglia).

Pubblicità

Anche gli iscritti alla Gestione Sepata per i quali non è previsto l’obbligo contributivo (specificati nella circolare 101 del 2010) possono riscattare i periodi di contributi.

Può essere riscattata, poi, l’attività lavorativa svolta all’estero in Paesi che non hanno sottoscritto una convenzione bilaterale con l’Italia ma anche i periodi di praticantato svolto dai promotori finanziari.

Si ricorda, infine, che è possibile riscattare anche i periodi di lavoro socialmente utile (LSU) sia per il calcolo che per la misura del trattamento pensionistico e questo riscatto è totalmente gratuito.

📰 Segui Pensioni&Fisco su Google News, selezionaci tra i preferiti cliccando in alto la stellina
Total
2
Condivisioni
Potrebbe interessarti: