Pensione a 56 anni, non solo per invalidi: ecco le misure

La pensione a 56 anni non è solo un miraggio: ci sono due misure che la permettono a chi ha iniziato a lavorare molto presto.

pensione a 56 anni

Abbiamo parlato in un precedente articolo della possibilità di andare in pensione a 56 o 61 anni, possibilità riservata solo ai lavoratori del settore privato con invalidità pari o superiore all’80%.

In un altro articolo, poi, abbiamo elencato tutte le possibilità di pensionamento dai 56 ai 71 anni che la normativa italiana offre.

In questo articolo, invece, affronteremo le possibilità di pensionamento a 56 anni, con un reale anticipo di 11 anni rispetto alla pensione di vecchiaia.

Pensione a 56 anni, con quali misure?

La pensione a 56 anni, che potrebbe apparire come un miraggio per i più, è una possibilità che è aperta a tutti i lavoratori che hanno iniziato a lavorare molto presto.

A offrire questa possibilità sono esclusivamente due misure, la pensione anticipata e la pensione con quota 41.

La pensione anticipata offre la possibilità di pensionamento, indipendentemente dall’età, alla maturazione dei 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini (possono accedere a 56 anni coloro che hanno iniziato a lavorare a 13 anni, sicuramente una platea molto ristretta di beneficiari della misura) e 41 anni e 10 mesi per le donne (le lavoratrici che hanno iniziato a lavorare a 14 anni possono accedere al pensionamento al compimento dei 56 anni, quindi).

Con la pensione quota 41, una misura dedicata ai lavoratori precoci, possono accedere alla pensione a 56 anni tutti coloro che hanno iniziato a lavorare a 15 anni e che oggi si ritrovino in una delle categorie di lavoro tutelato che andremo ad illustrare di seguito.

La quota 41 permette l’accesso alla pensione con 41 anni di contributi a tutti coloro che possono vantare almeno 12 mesi di contributi versati prima del compimento dei 19 anni, che hanno totalizzato almeno 41 anni di contributi versati e che si ritrovino in una delle seguenti categorie di tutela:

  • disoccupati involontari a seguito di licenziamento che hanno terminato di fruire dell’intera Naspi spettante da almeno 3 mesi
  • invalidi con percentuale certificata a partire dal 74%
  • caregiver che si prendono cura da almeno 6 mesi di un familiare convivente con handicap grave titolare di legge 104
  • lavoratori usuranti e gravosi